Il disonore del padre fallito e la famiglia in fuga da Torino a Parigi sono talmente insopportabili che Marcel abbandona per sempre le origini dei Bicchi, antica e nobile famiglia senese, prima di trasferirsi in Val d’Aosta e francesizzare il suo cognome in Bich.
Marcel alterna lavori da venditore di lampade porta a porta a rappresentante di inchiostri. E proprio le macchie lasciate dalle stilografiche del Secondo Dopoguerra lo tormentano nella ricerca di una soluzione che pare impossibile.
Gliela porterà il genio di László Birò, l’ebreo ungherese che ha appena brevettato uno strumento di scrittura a sfera (che chiameremo tutti “biro”) dopo aver osservato dei ragazzi vicino a una pozzanghera giocare a biglie, che all’uscita dall’acqua lasciano una scia di fango. Ebbe così l’intuizione di creare una penna a sfera, inserendo all’estremità di una cartuccia d’inchiostro una piccola sfera metallica libera di ruotare: la rotazione prelevava l’inchiostro dalla cartuccia e lo depositava sulla carta.
Incapace di sfruttare commercialmente il prodotto, Ladislao venderà il brevetto a Bich che consegnerà all’umanità la biro che porta il suo cognome: la BIC. Senza la “h” finale, per evitare inutili ironie sul significato volgare in inglese. È il 1950. È nata la BIC Crystal.
Lontanissimo da finanzieri e tecnocrati, Marcel finanzierà la sua gigantesca impresa sempre e solo con gli utili dell’azienda. Con la stessa economia e praticità della biro sfornerà altri tre grandi successi: il rasoio, l’accendino “usa e getta” e la BIC quattro colori (rosso, blu, nero e verde, un vero must della nostra gioventù) che porteranno l’impresa alla terza generazione, guidata oggi da Gonzalve Bich, figlio di Bruno, uno degli undici figli di Marcel.
Si dice che la centomiliardesima biro BIC Crystal sia stata venduta nel 2005. Nonostante l’accelerazione digitale del nuovo millennio, ancora oggi si vendono 14 milioni di biro BIC al giorno!
Io stesso, in ufficio quando ero al lavoro ma anche adesso, ho usato sempre la BIC Crystal perché mi è sempre apparsa come la penna più affidabile per scrivere e prendere appunti.
Peter Seeger, detto Pete cantautore e compositore statunitense di musica folk, assieme a Woody Guthrie e Bob Dylan, fra i più conosciuti folk-singer statunitensi hanno svegliato l’America dei giusti e dei diseredati. Seeger è conosciuto da un pubblico più vasto anche grazie all’album di Bruce Springsteen, We Shall Overcome: The Seeger Sessions, con brani tradizionali che Seeger ha contribuito a rendere popolari.
In una sua frase celebre ci ricorda che: “Qualsiasi sciocco può fare qualcosa di complesso; ci vuole un genio per fare qualcosa di semplice”.
Tiziano Conti
Foto László Birò da Wkipedia di Sconosciuto – Victor Sueiro – Pubblicità BIC anni ‘60

