Ogni anno, il World Happiness Report analizza il livello di felicità nel mondo e i fattori che la influenzano. L’edizione 2025, pubblicata da Gallup in collaborazione con il Wellbeing Research Centre dell’Università di Oxford, evidenzia il ruolo cruciale della fiducia, della generosità e delle relazioni sociali nel benessere delle persone.
A livello mondiale la percezione di soddisfazione e felicità è in costante aumento. Un risultato dovuto in larga parte al miglioramento del tenore di vita nelle economie emergenti dell’Asia, dell’Africa e dell’America Latina. Al contrario, continua il trend negativo dei Paesi occidentali (Australia compresa): negli ultimi vent’anni, il numero di persone soddisfatte negli USA è sceso dal 70% al 49%. In Europa, invece, si è passati dal 55% al 42%. Unica eccezione il Nord Europa, dove si registra un netto miglioramento, dal 50% al 65%.
La ricerca segnala una significativa diminuzione del benessere percepito nei Paesi cosiddetti occidentali. In diversi di questi paesi il Prodotto Interno Lordo (PIL) è aumentato costantemente nel corso degli anni, a parte il periodo della pandemia Covid: la felicità non aumenta in modo proporzionale al PIL.
Si possono individuare due ragioni
La prima è che, nelle società avanzate, la crescita non distribuisce i propri benefici a tutti i gruppi sociali. Al contrario, le disuguaglianze aumentano, così come la precarietà e il lavoro fragile. La seconda, puntualmente rilevata dai ricercatori, è che nelle società ad alto reddito la vita diventa più solitaria. E quando non si dispone di un adeguato capitale economico, culturale e relazionale, a crescere sono la depressione e lo stress legato alle performance richieste.
E collegato a questo si verifica un altro fenomeno: l’insoddisfazione diffusa alimenta la sfiducia nelle istituzioni e nelle élite, favorisce le pulsioni populiste e rende più difficile il dialogo sociale.
Lo sviluppo di una società avanzata, oltre all’aspetto economico, coinvolge la qualità dei contesti relazionali, a partire da quelli familiari. A seguire serve la qualità dei beni collettivi: la legalità, l’ambiente, l’istruzione pubblica, i trasporti efficienti e accessibili, gli spazi verdi urbani e la sicurezza dei quartieri sono tutti fattori che contribuiscono a creare un contesto di vita più sereno e vivibile. Da ultimo ciò che fa la differenza è la possibilità di impegnarsi in luoghi e organizzazioni che perseguono uno scopo positivo e sono attenti alle nuove sensibilità sociali.
La felicità dell’individuo e del contesto sociale in cui è inserito, come sottolinea il Rapporto, è una costruzione sia individuale che collettiva. Dipende sia dalle opportunità economiche ed anche dalla qualità delle relazioni, dalla cura dei beni comuni e dalla possibilità di dare un senso condiviso alla propria esistenza.
Solo integrando queste dimensioni, lo sviluppo può dirsi davvero sostenibile.
Sapere e vedere che ogni giorno nel mondo qualcuno distrugge, letteralmente, i suoi vicini sotto le macerie delle loro case è la strada migliore per distruggere anche il contesto sociale che ci circonda, le persone, l’economia e, alla fine, anche la democrazia.
Tiziano Conti

