Secondo la tradizione, tutto risale al 1496, quando una sera di maggio un mercante faentino finì con il suo carro nel fossato lungo la strada del mulino, nei pressi di Lugo: l’immagine di una Madonna col Bambino che trasportava si ruppe e i frammenti rimasero nel fossato. Furono alcuni pastori a ritrovarla, a ricomporla e a collocarla in un tabernacolo. Da quel primo gesto nacque una devozione che si diffuse rapidamente nelle campagne tra il Senio e il Santerno. Le Solenni Rogazioni 2026 in onore della Beata Vergine del Molino si tengono nel 530° anniversario del ritrovamento dell’Immagine e ripropongono un legame che ancora oggi «rappresenta un momento fondamentale della vita religiosa e civile della comunità di Lugo».
«Quest’anno le rogazioni vedranno il collegamento da Gerusalemme con padre Francesco Patton, già custode di Terra Santa, che ci aiuterà a comprendere Francesco d’Assisi innamorato di Cristo e della Madonna – spiega il vicario di Lugo, mons. Carlo Sartoni -. Francesco d’Assisi non smette di essere una tremenda provocazione per tutti noi. La sua santità non ha lo scopo di suscitare la nostra ammirazione, ma di mettere in crisi la mediocrità con cui tante volte viviamo la nostra fede. Non si tratta però di fare le stesse cose che ha fatto Francesco, ma di fare come ha fatto Francesco: cioè si tratta di prendere sul serio la propria vita e di domandarci in che modo, a partire da ciò che siamo e dalla nostra storia, possiamo effettivamente mettere in pratica il Vangelo senza troppi fronzoli. Lì dove sei, allora, può accadere il miracolo di Francesco».
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