Riceviamo e pubblichiamo
Quanto è accaduto a Lugo nella notte di lunedì scorso è un fatto davvero di particolare gravità e tale da suscitare le più forti preoccupazioni. Il numero dei giovani coinvolti, la comparsa di armi da taglio e forse di armi da fuoco segnano come un salto di qualità, che sarebbe gravissimo ignorare. Per questo come Associazione PIU’ UNO, costituitasi a Lugo da qualche mese, sentiamo il dovere di intervenire, con l’unico intento di provare a far crescere un dibattito serio e concreto, capace di contribuire alla serenità e alla tranquillità della nostra comunità cittadina.
La nostra Sindaca ha sottolineato, da un lato, la pochezza dei poteri di cui dispongono i sindaci in materia di ordine pubblico, e, dall’altro, la totale mancanza di “tolleranza e accondiscendenza” verso episodi di questo tipo.
Da destra si pone l’accento sulla inadeguatezza dei controlli e sulla necessità di creare strumenti, atti ad una più efficace azione di monitoraggio e repressione dei fatti criminosi.
Tutto vero, ma anche – a parer nostro – tutto insufficiente.
Nessun dubbio, infatti, sulla sincerità della Sindaca, quando parla di totale condanna dell’accaduto e anche dei pochi mezzi operativi a sua disposizione. Ma anche se pochi, quei mezzi sono stati davvero usati? Ad esempio: il Comitato Provinciale per la sicurezza ed ordine pubblico viene oggi chiamato ad intensificare i controlli. Cosa che avrebbe già dovuto essere attivata, perché segnali allarmanti, anche se non di tale gravità, sono apparsi in un passato recente e meno recente. Ma è giunto il momento di interrogarsi, ad esempio, sulla bontà dell’attuale organizzazione della Polizia Locale. La concentrazione del servizio su base comprensoriale, infatti, non può prescindere dalla individuazione delle più evidenti criticità sul territorio, in modo da assicurare lì una vigilanza più estesa e continuativa.
Una vigilanza su cui giustamente da destra si insiste. Ma guai a credere che questo basti a risolvere il problema.
Ed è qui, a parer nostro, che si apre per la politica una autentica prateria di possibilità. Stiamo infatti assistendo, diremmo quasi inevitabilmente, al dilagare insieme alla insicurezza anche del sentimento generalizzato contro tutti gli immigrati. Eppure sappiamo che fra di loro c’è tanta gente per bene, che vive vicino a noi e opera nel nostro tessuto economico; gente che senza colpa rischia di subire i riflessi della paura e del risentimento popolare. A Lugo ci sono diverse comunità etniche e religiose. Andiamo a interpellarle e a chiedere di collaborare, per individuare e isolare le mele marce, in uno sforzo comune teso finalmente ad una convivenza più sicura e rispettosa.
Papa Leone non si stanca di chiamare tutti, credenti e non credenti, ad essere costruttori di pace. Ecco un modo per farlo, anche a Lugo, traendo stimolo ed insegnamento anche da fatti criminosi come quelli di lunedì scorso.
Per il Comitato di Lugo dell’Associazione PIU’ UNO
Ermanno Tani e Luciano Tarozzi

