Le città di pianura

Le città di pianura” ossia il crepuscolo di un modello sociale

di ANGELO  RAVAGLIA

Cosa c’è dietro il cupio dissolvi a forza di bevute notturne di due maturi pìcari che si aggirano fra i locali tipici di un Veneto profondo guidando una Jaguar d’epoca come “proletari aristocratici”?

E’ questo il senso del film ? O, forse, vuole trasmettere il culto del bello che non si nota tramite il giovane studente di architettura di Cà Foscari “adottato” dai due in questo malinconico racconto di formazione?

Questo è il filo conduttore che ci fa conoscere ciò che resta delle città di pianura del titolo, deturpate da un’urbanizzazione a macchia d’olio caratterizzata da ordinarie villette ed anonimi capannoni, spesso vuoti, residuo del recente boom economico.

Per contrasto, su invito dello studente, che forse pensa a Dostoevskij (“la bellezza salverà il mondo …”), non resta che visitare ed ammirare lo stile del Memoriale Brion realizzato dal celebre architetto Carlo Scarpa nella campagna trevigiana.

Oppure una delle storiche ville con gli affreschi del Veronese, ancora di proprietà di un conte in decadenza.

Ma incombe una grande opera che stravolgerà tutto il parco: la mega autostrada europea Lisbona-Budapest (!), metafora del nuovo che avanza segnando il tramonto di un mondo.

Si respira un’aura di decadenza nel film con i due protagonisti afflitti da coazione a ripetere , perdenti ma non vinti, sempre alla ricerca del bicchiere della staffa, ossia l’ultimo… Quasi una deriva alcolica, ma è al bar che si trova l’ umanità nel paesaggio desolato delle città di pianura, vero protagonista occulto del film.

Quando pensate di diventare grandi ?” chiede loro un vecchio conoscente “Troppo vecchi per imparare a crescere…” la sconsolata risposta

Al giovane studente che poi li lascia è affidata la speranza di cambiare le cose: il modello economico ed urbanistico del Nord Est ha esaurito la spinta propulsiva e non ci sono più tesori… nascosti da scoprire sembra essere il messaggio subliminale del film.

Oltre al regista Francesco Sossai, da Feltre, impossibile non citare, tra i bravi attori, Roberto Citràn in uno splendido cammeo nei panni dell’imprenditore paternalista che porta in elicottero un prezioso rolex all’anziano operaio il giorno della della pensione.

Angelo Ravaglia

Lugo di Romagna, 9 agosto 2026

info 340.5919531

ps prossima proiezione a Lugo, Arena del Carmine, 16 agosto

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