Ospite del candidato sindaco Per La Buona Politica, Silvano Verlicchi, in occasione della serata dal titolo “Prospettive e criticità dell’ospedale di Lugo e dei servizi socio-sanitari nel Sistema Romagna”, era il sindaco di Forlì, Roberto Balzani.
Il quale dopo aver accettato l’invito è senza alcun ripensamento arrivato a Lugo dove ha regolarmente partecipato all’incontro (quasi tre ore la durata) ed è stato applauditissimo in ogni suo intervento.
«Tecnicamente starei dall’altra parte rispetto alla lista civica Per La Buona Politica – ha sottolineato il sindaco di Forlì, eletto nelle liste del Pd (anche se ha già ufficialmente annunciato che non si ricandiderà) – ma sono qui perché l’amicizia è per i romagnoli un valore, e Silvano è un amico, e inoltre non ho mai rifiutato in vita mia un confronto pubblico.»
Altra notizia è venuta da Silvano Verlicchi, il quale «vista l’innegabile importanza della sanità e della salute pubblica», ha invitato tutti i candidati a sindaco, «non soltanto di Lugo, ma di tutti i Comuni dell’Unione, visto che il tema tocca da vicino ogni cittadino, a confrontarsi sull’argomento in un incontro pubblico. L’invito a tutti i candidati verrà formalizzato nei prossimi giorni.
Introdotto dal portavoce della lista civica Bruno Pelloni, il dibattito è stato moderato dal dottor Sanzio Senni, responsabile dell’Unità operativa di Endocrinologia dell’ospedale di Lugo.
Silvano Verlicchi ha sottolineato che in tempi di stagnazione più che in altri, il finanziamento del Servizio sanitario nazionale va considerato un investimento produttivo in termini di salute e ripresa economica. In questo contesto, «l’ospedale di Lugo va difeso, mantenuto, valorizzato, tutelato, migliorato e reso più efficiente, a benificio della comunità e dei suoi cittadini».
Quanto all’Ausl unica, per il candidato sindaco essa va vissuta come opportunità per fare in modo che ci sia più Lugo in Romagna: per far sì che questo accada occorre però vincere l’attuale pigrizia, partecipare attivamente agli organismi collegiali sanitari e agire uniti come Comuni della Bassa Romagna nei confronti della Regione con proposte a tutela delle comunità rappresentate.
«Perché la politica del gruppo dirigenti del partito di maggioranza locale non ha fatto nulla negli ultimi 23 anni in materià di sanità… solo parole», ha lamentato Verlicchi, che è stato a capo della Usl 36 di Lugo dal 1986 al 1991.
Inoltre «i sindaci dell’Unione stanno assistendo passivamente da anni al depotenziamento dell’ospedale lughese, che ha conosciuto tempi ben migliori e può continuare, se ben orientato, a dire la sua.
Non dimentichiamo che ogni euro investito in sanità e nel sociale genera come effetto moltiplicatore in indotto 1,7 euro.»
Per Verlicchi occorre rimodulare le funzioni tipiche di un ospedale di fascia B come quello lughese a garanzia di prestazioni di migliore qualità, consolidare le strutture intermedie quali le “Case della salute”, la cui sede a Lugo «non potrà che essere entro le mura del polo ospedaliero», collaborare con i soggetti erogatori privati accreditati, le farmacie, le sanitarie, favorire l’integrazione multidisciplinare tra professionisti ospedalieri, medici di medicina generale, odontoiatri ecc., razionalizzare e controllare rigorosamente i costi, liberando risorse da destinare a servizi essenziali, su tutti quelli destinati alle persone più fragili, vale a dire bambini, anziani e disabili.
Il sindaco Balzani ha raccontato come ha vissuto l’esperienza della nascita dell’Ausl unica. «Per fare il più in fretta possibile ci è stata consegnata una scatola vuota – ha raccontanto – senza alcun progetto di cui poter discutere, con la giustificazione che se non si fosse agito così i romagnoli avrebbero fatto fatica ad accordarsi tra loro.
In realtà non credo sia così, se i romagnoli hanno qualcosa in cui credono si possono mettere d’accordo senza problemi. Ma tant’è, adesso l’Ausl della Romagna è nata ma il progetto è ancora in fase di concepimento a opera del direttore generale.»
In qualche modo però il sindaco Balzani e gli altri primi cittadini che si trovavano d’accordo con lui sono riusciti ad apportare correttivi alla legge regionale che ha introdotto l’Ausl unica della Romagna, la cosiddetta Auslona, la più grande d’Italia visto che il suo bacino è di quasi un milione e duecentomila cittadini.
Uno di questi correttivi è che «su questioni di particolare importanza ci debba essere un assenso dell’85% della popolazione rappresentata, e ciò equivale a dire che se un provvedimento non fosse approvato ad esempio da chi governa i territori del lughese e del faentino, 180.000 abitanti circa non potrebbe passare.
Ora vedremo come nascerà questo progetto, certo è che come in genere nelle cose della politica qualcosa siamo riusciti a ottenere e a qualcos’altro abbiamo dovuto rinunciare».
C’è stato poi spazio per molte domande, come sempre in questi incontri.
Su specifica sollecitazione Silvano Verlicchi è intervenuto anche su uno degli argomenti più discussi di questi giorni, il trasferimento cioè del dottor Cesare Magalotti, che nei suoi anni di professione alla Senologia di Lugo si era guadagnato l’apprezzamento e la stima di migliaia di pazienti, nonché gli elogi dello stesso Umberto Veronesi.
«Il primo cittadino di Lugo e presidente dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna aveva assicurato – ricorda Verlicchi – che il dottor Magalotti sarebbe rimasto un patrimonio dell’ospedale di Lugo. Ora il dottor Magalotti è patrimonio dell’ospedale di Urbino e con ogni probabilità non tornerà mai più a lavorare a Lugo.»