Senologia di Lugo, la favola di Pinocchio

Riceviamo da Associazione Donne Protette Onlus e pubblichiamo
Il dott. Malagotti ex medico all’Ospedale di Lugo

Presso l’Ospedale di Lugo, la Senologia è nata così. E’ partita da un bisogno concreto in continua crescita, perchè tante sono le donne che oggi hanno bisogno di cure per il tumore alla mammella.
Tutti sanno che Papà Geppetto costruì un bambino di legno e la Fata Turchina lo trasformò in un bambino in carne ed ossa; non tutti sanno però che la stessa cosa accade più o meno nelle organizzazioni complesse, siano esse aziende, servizi pubblici o altro. 


Creare una struttura di uomini e mezzi che “funziona davvero” e risponde efficacemente ad un bisogno è il risultato di molti ingredienti, alcuni ovvi altri più impalpabili come capacità, intuito, dedizione, sintonia, casualità.

Presso l’Ospedale di Lugo, la Senologia è nata così. E’ partita da un bisogno concreto in continua crescita, perchè tante sono le donne che oggi hanno bisogno di cure per il tumore alla mammella.

Ha trovato un pool di medici particolarmente in gamba che hanno fatto sistema; è migliorata in poco tempo arricchendosi di figure professionali motivate e scelte organizzative azzeccate e lungimiranti. Così, semplicemente.

Il tam tam delle donne ha fatto il resto. Sei una donna? Hai un problema? piccolo? grande? Non importa, hai sicuramente un’amica che ha un’amica che lo ha già affrontato ed è disposta a darti la dritta giusta. 


E’ stato così che Pinocchio è diventato un bambino vero e la Senologia di Lugo è diventata di fatto punto di riferimento di donne provenienti da tutta Italia fino a raggiungere 500 interventi all’anno, in poco tempo.

Ma cosa cercano queste donne che non trovavano altrove, in strutture magari più grandi e più vicino a casa? In che cosa consiste la qualità aggiunta della Senologia di Lugo? Occorrerà spiegarlo visto che neanche le più alte cariche sanitarie del territorio l’hanno ancora capito.


Provate a chiudere gli occhi e ad immaginare, in questo istante esatto, di non essere più voi stesse, vi vedete dall’esterno mentre vi stanno comunicando la diagnosi di tumore al seno e percepite con estrema lucidità, mentre vi centellinano i dettagli, che il corso della vostra vita è stato deviato per sempre, vincolato, se vi è andata bene, a cure mediche più o meno devastanti per la vostra identità femminile.

Siete state private senza tanti complimenti della libertà di scelta che la salute garantisce, della bellezza che è parte di ogni donna, della tranquillità che è parte della felicità. E mentre siete ancora lì a chiedervi “ma perchè io?” l’amica della vostra amica vi dirà sicuramente che non c’è tempo da perdere, in questa malattia la tempistica è importante, l’intervento chirurgico che inevitabilmente va fatto può essere invadente ma garantirvi la vita oppure …. può essere intelligente, equilibrato e sapiente e garantirvi sia la vita che la qualità della vita… che lei all’ospedale di Lugo insomma, si è trovata bene!


Ed eccovi quindi in un piccolo studio medico affollato (è subito chiaro che qui di soldi non se ne sprecano) e mentre ancora vi chiedete se avete fatto la scelta giusta, il vostro problema viene inquadrato con poche semplici parole e discusso in dettagli che non siete certi di voler sapere; percepite di non essere in balìa di un protocollo medico ma di qualcuno che sta facendo un programma di guarigione in esclusiva per voi, per fare in modo che la vostra vita di sempre non aspetti troppo, addirittura i vostri hobby non devono aspettare perchè anche loro sono parte di voi. 

In quell’esatto istante riprendete possesso dei vostri sensi e siete già nel processo di guarigione.

Ogni tappa successiva è rispettata, persone esperte sanno cosa dirvi, cosa vi aspetta e cosa invece non vi tedierà, non esistono paure considerate sciocche, a tutto viene dato peso e risposta, perchè di questo sono fatte le persone, di paura e di coraggio insieme. Non siete da compatire, non siete statistica, siete la normalità e l’eccezione insieme, siete il paziente.

Noi lughesi avevamo questo, l’eccellenza in questo settore medico, l’avevamo già qui sotto i nostri occhi, qui semplicemente a nostra disposizione ma occorre sottolineare avevamo

Empatia? Professionalità? E’ forse importante dare un nome alle cose che funzionano? Forse no, però è importante riconoscerle, emularle. Sono preziose, rare, non sempre ripetibili se non se ne analizzano bene gli ingredienti.

Come frequentemente accade in Italia però, difficilmente si riconoscono le eccellenze. Questi risultati sono visti come un fastidio, vanno disgregati per non modificare grandi progetti di riorganizzazione che spesso funzionano solo sulla carta e sono compresi solo dai grandi teorici.

Ci dicono che il Dott. Cesare Magalotti ha deciso in autonomia di andarsene; chiunque lo ha conosciuto in questi anni sa bene che è una frase di circostanza. Nessuno ci svelerà che cosa veramente lo ha costretto ad andarsene dall’Ospedale di Lugo, si vocifera di una sua incompatibilità caratteriale con altre figure dell’AUSL (o di “scuola tecnica”, ndr)

Forse che si aspettasse un riconoscimento per il suo duro lavoro di anni? Un’unità semplice sarebbe stata la struttura organizzativa più adeguata per dare un significato a tutto quello che era stato fatto. Non gli è stata concessa. Forse promessa… mai concessa.


In altri Paesi europei, dimostri di essere bravo in un campo e te lo riconoscono con i fatti.
In Italia sembra di no, altre sono le considerazioni in ballo.

Dicono “Ma che importa che se ne sia andato? E’ solo un medico bravino, troveremo sicuramente un sostituto di pari capacità per queste donne che non si accontentano mai!”

Ed è così. Non ci accontentiamo delle chiacchiere. Pretendiamo dei fatti. Non fosse altro perchè alla fine di questa vicenda, quelle che ci hanno veramente perso, siamo noi.

Perchè alla fine è bello credere alla favola di Pinocchio, ma contano i fatti.

Associazione Donne Protette Onlus

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