di Gianfranco Spadoni
Il sindaco di Lugo Raffaele Cortesi ha più volte rassicurato la cittadinanza sulla paventata ipotesi di un depauperamento dell’ ospedale Umberto I° alla luce dell’avvento accorpamento in un’unica Azienda Usl della Romagna, e proprio in questi giorni il presidente della Conferenza sanitaria territoriale di Ravenna Claudio Casadio riguardo al tema riferito alla Senologia di Lugo, si è affrettato a garantire la sostituzione del direttore dott. Cesare Magalotti dimessosi dall’incarico.
La prima osservazione di tipo generale riguarda l’organizzazione dell’ospedale lughese e la garanzia di mantenimento dei servizi esistenti senza pericolosi trasferimenti o soppressioni di servizi.
Al riguardo, confidiamo sulle promesse degli amministratori, ma saremo sempre vigili per evitare decisioni difformi rispetto agli impegni assunti dai vari amministratori pubblici.
La seconda osservazione attiene l’ex direttore Magalotti il quale aveva indubbiamente prodotto un salto di qualità all’unità senologica, dando attuazione al progetto di screening dell’Area vasta attraverso percorsi integrati nelle diverse esigenze territoriali ottimizzando e gestendo in un unico processo di screening e di follow up clinico, ma che legittimamente ha preferito un’ altra sede ospedaliera.
Su quest’aspetto forse si sarebbe dovuto individuare qualche strategia più incisiva per evitare le sue dimissioni nel tentativo, appunto, di valorizzare questa importante risorsa per la nostra sanità locale, anche se ora siamo di fronte alla promessa di bandire il concorso per il posto vacante.
E anche questa rappresenta un’assoluta novità per l’Usl ravennate se si pensa al consistente numero di “primariati vacanti” che probabilmente non troveranno copertura, a differenza, ad esempio dell’Usl di Rimini che ha provveduto alla sostituzione di tutti i posti da ricoprire.
L’orientamento di non procedere ai concorsi nell’Usl di Ravenna e di fare riferimento, quindi, a primari dirigenti di Forlì o di Cesena o di Rimini, va visto nell’ottica della razionalizzazione ma sicuramente in qualche misura depotenzia e indebolisce le nostre strutture ospedaliere di Ravenna, Faenza e Lugo.
Peraltro, pare che anche il primario di Chirurgia generale da pochi anni in servizio presso l’ospedale Santa Maria delle Croci, intenda lasciare il nosocomio ravennate per migliori incarichi in altre strutture. Insomma…se va avanti così….
Gianfranco Spadoni
Consigliere provinciale Udc