Il dott. Ricci risponde

La perdita dell’olfatto

Una signora ha perso l’olfatto a seguito inalazioni a base di cortisone.
Lo specialista ha prescritto cure termali.
Nell’attesa cosa può fare per migliorare?

Guido
La perdita dell’olfatto(anosmia) o la sua diminuzione(iposmia) sono condizioni cliniche decisamente spiacevoli per chi ne soffre.


Basti pensare a quanto è gradevole apprezzare il profumo dei fiori, l’odore del fieno, il profumo del pane fresco e di tante altre buone cose. Ma la diminuzione dell’olfatto può anche essere pericoloso, ove si pensi a una fuga di gas.

Anatomicamente la zona sensibile agli odori è localizzata nella parte alta della cavità nasale (recettori olfattori) e di lì,attraverso il nervo, raggiungono l’area cerebrale olfattoria.Queste cellule nervose sono perenni e non rigenerabili. Se la sofferenza si protrae il danno diviene irreversibile.

Le cause di una ipo-anosmia possono risalire ad un mancato arrivo dello stimolo odoroso al recettore olfattivo (causa ostruttiva) o a un danno del sistema nervoso (causa neurosensoriale).

Le patologie più frequenti nelle ostruzioni sono i forti raffreddori che gonfiano le mucose e occludono le fosse nasali,le riniti allergiche,la sinusite, le poliposi nasali e dei seni paranasali, le deviazioni del setto e la ipertrofia dei turbinati.

Nelle forme neuro sensoriali sono da annoverare principalmente i traumi del massiccio faciale e del cranio, oltre alle forme espasive cerebrali.

La diagnosi viene posta con una corretta anamnesi ed esame obiettivo,associando una opportuna diagnostica strumentale.

Sono utili esami come la olfattometria, la rinomanometria, l’endoscopia con fibre ottiche.

Spesso sono necessarie immagini fornite dalla radiologia tradizionale, oppure dalla TAC o dalla RMN.

La terapia prevede la eliminazione di sostanze irritanti dall’aria che si respira, ad esempio il fumo e gli agenti inquinanti, l’utilizzo di cortisonici topici e sistemici, di Vitamina A e del complesso B, di farmaci integratori della fibra nervosa.

Sono descritte terapie con agopuntura, omotossicologia, fitoterpia, olii essenziali.

Da ultimo, ma non ultimo, va soottolineato che, in alcuni casi, è necessaria la soluzione chirurgica.

Dott. Virgilio Ricci 

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