Due giovani lettrici al Polo Tecnico Professionale di Lugo

Riceviamo da Giovanni Baldini e pubblichiamo

Alice Green

Quest’anno al Polo Tecnico Professionale ci sono due lettrici, Alice Green e Anna Nowakowska, rispettivamente di inglese e di francese.
Anna Nowakowska

«Il mio nome è Alice Verdi» – esordisce con ironia la giovane inglesina, Alice Green, che ha festeggiato il suo ventunesimo compleanno qua in Italia, lo scorso 12 novembre.

Originaria di Sheffield, città universalmente nota per le produzioni di argenterie, Alice viene da una famiglia di sette persone: il papà programmatore, la mamma che impartisce lezioni private di lingua e letteratura inglese a studenti delle superiori e i cinque figli, di cui Alice è la maggiore. Fra i quattro maschi, ci sono due gemelli.

Ha studiato a Leeds, città a quarantacinque minuti di treno da Sheffield, con la formula 3 + 1: tre anni di università in patria e uno all’estero. Quello all’estero è cominciato lo scorso mese di aprile con un soggiorno in Francia, a Bordeaux, protrattosi fino a luglio, e prosegue dal 27 settembre a maggio in Italia.

Lugo non l’ha scelta lei, le è stata assegnata dal British Council inglese, d’accordo col MIUR (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca) italiano.

Da quando è giunta in Italia, è stata accolta molto bene, le piace Lugo: «E’ una città piccolina, però carina. Mi piacciono le persone, tutte molto gentili». Si è fatta molti amici, alcuni dei quali sono i figli dei colleghi. «Mi piace il Polo» – prosegue sempre col sorriso sulle labbra – «faccio dodici ore settimanali distribuite in terza, quarta e quinta» così che nelle quinte, se c’è qualche ripetente, è facile imbattersi in un coetaneo.

Poiché è già stata sia in Francia che in Italia, sono inevitabili due domande sulla cultura e la lingua dei due Paesi. Alice glissa con diplomazia: «Di Francia e Italia, mi piacciono cibo e vino. E come lingua, trovo più difficile da apprendere l’italiano: ha molte regole grammaticali».

Nel tempo libero, si sposta a piedi e in bicicletta, ed è già stata a Padova e Venezia.


Anna Nowakowska, la lettrice di francese, in realtà viene da Otwock (Polonia), una cittadina di 50mila abitanti a 25 chilometri da Varsavia.

Nata a Otwock il 3 ottobre 1986, ha studiato a Lublino, dove si è laureata in lingua e letteratura francese nel 2010.

La sua è una classica “trafila” europea: con l’Erasmus, sei mesi a Bruxelles, poi il Comenius «programma europeo utilizzato da chi, come me, in futuro vuole fare l’insegnante».

La sua non è una famiglia numerosa come quella di Alice: «Sono figlia unica, mio padre elettricista, mia madre insegnante di Matematica in una scuola secondaria superiore, molto simile al Polo. Certo avrei voluto avere una famiglia numerosa, purtroppo non è stato possibile».

A Lugo è giunta il 7 novembre, forse un po’ impreparata col guardaroba pensando al clima mite dell’Italia rispetto ai rigori polacchi. Si tratterrà fino al 7 giugno come lettrice di francese lavorando 16 ore settimanali in classi sia del Compagnoni sia dello Stoppa.

Ha già visitato Ravenna ritenendola adatta al ruolo di capitale europea della cultura 2019: «Ho visto che si fanno tante iniziative».

Le piacciono piadina e strozzapreti e gli italiani «accoglienti, festosi. E quanto gesticolano! I polacchi non gesticolano affatto». Le ricordo che i popoli neolatini hanno questa caratteristica comune, forse più accentuata dalle nostre parti.

Un giorno, in sala insegnanti, seduta ad una postazione di computer, faceva contemporaneamente più cose: lei polacca, preparava una verifica di francese e intanto parlava in italiano con me. Tutto con naturalezza. Generazioni europee. E’ così che si fa l’Europa unita!

Giovanni Baldini

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