Memoria/1 Lo Schindler di Turchia, “aveva passato l’inferno e ne aveva fatto una storia di amore”

Raphael Esrail era presidente dell’Unione dei deportati di Auschwitz: un ragazzo scout ebreo di origine turca che viveva in Francia dove, neanche ventenne, aiutava molti ebrei a scampare ai campi di concentramento nazisti, producendo documenti contraffatti. Non era riuscito lui, invece, a sfuggire all’arresto e alla deportazione ad Auschwitz, nel 1944. Lo hanno costretto ai lavori forzati e alla marcia della morte. Ha tentato anche la fuga, senza riuscire. È riuscito invece a sopravvivere. Lo ricordano come lo “Schindler di Turchia” proprio per il suo aiuto alla salvezza di tanti ebrei.

È morto nei giorni scorsi a quasi 97 anni. Ne dà notizia la stampa turca ricordando che Esrail nacque nel 1925 a Manisa, località della Turchia sul mare Egeo, da una famiglia sefardita che successivamente emigrò in Francia dove passò tutta la sua vita.

Dopo aver aderito alla resistenza francese, finì lui stesso vittima dei nazisti che lo internarono ad Auschwitz, da dove tentò la fuga senza successo, ma riuscì a sopravvivere fino alla conclusione conflitto. Esrail ha trascorso quasi tutta la sua vita in Francia, dove si trasferì all’età di un anno con la famiglia, ma conosceva bene il ladino, la lingua ancora oggi parlata dalla comunità ebraica di Turchia e basata sullo spagnolo antico, a testimonianza della tradizione dei sefarditi, accolti nell’Impero ottomano a partire dal 1492 dopo essere stati cacciati proprio dalla Spagna. Parte integrante della società ottomana per secoli, la comunità ebraica di Turchia si è ridotta drasticamente a partire dalla fondazione della Repubblica nel 1923 a causa di politiche discriminatorie contro le minoranze religiose, come la tassa sul patrimonio le pressioni per parlare in pubblico solo il turco, che hanno portato alla sua quasi totale scomparsa nel corso del XX secolo.

Anche la famiglia di Esrail decise di lasciare il Paese e la loro vecchia casa di famiglia a Urla, in provincia di Smirne, è oggi utilizzata dalla municipalità locale come una pensione. “Purtroppo la storia di Esrail non è molto conosciuta in Turchia, ma dovrebbe essere molto più nota perché qui è nato e i suoi genitori per tutta la vita sono stati cittadini turchi”, ha spiegato all’ANSA Pinar Kilavuz, corrispondente a Parigi del settimanale della comunità ebraica di Turchia, Shalom, e sociologa alla Sorbona, dove svolge un dottorato sull’identità sefardita.

Kilavuz sta lavorando affinché la figura di Esrail possa avere anche nel suo Paese d’origine il riconoscimento ottenuto in Francia, dove è conosciuto per aver scritto un’autobiografia che racconta il periodo passato nel lager ed è stato il presidente del comitato dei sopravvissuti di Auschwitz.

Si è spento la scorsa settimana a Lannion, due anni dopo la scomparsa della moglie Liliane, “l’amore della sua vita”, che aveva conosciuto nella prigione di Drancy, prima di essere deportato, e aveva sposato dopo la fine della guerra nel 1948.

Quante le storie di persone per bene che possono lasciarci il desiderio di continuare sulla loro strada!

 

Tiziano Conti

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