Addio a Daniele Morelli, anima del Cammino di San Romualdo

Ravenna e la Bassa Romagna perdono una figura di riferimento per il mondo culturale e sociale. È morto a 70 anni Daniele Morelli, docente e instancabile promotore del Cammino di San Romualdo, percorso di cui è stato ideatore e presidente.

Nato e vissuto a Villanova di Bagnacavallo, Morelli ha dedicato gran parte della sua vita all’insegnamento, lavorando per anni come docente di Diritto negli indirizzi economico-sociali del Liceo Classico “Dante Alighieri” di Ravenna. Accanto all’attività scolastica, ha coltivato con passione un forte impegno civico e culturale.

Il suo nome resta indissolubilmente legato al Cammino di San Romualdo, un progetto che ha contribuito a trasformare in realtà concreta insieme a Trail Romagna: un itinerario che unisce Ravenna a Fabriano, attraversando luoghi simbolici come il monastero di Camaldoli e le Foreste Casentinesi. Un percorso che negli anni è diventato non solo un’esperienza spirituale, ma anche una proposta turistica capace di valorizzare il territorio.

A ricordarlo con affetto è anche l’ex dirigente scolastica Patrizia Ravagli: “Perdiamo una persona speciale, profondamente impegnata. A scuola aveva creato uno spazio simbolico nel giardino, dove fece piantare anche una rosa “Bella Ciao!”, portata dal partigiano Giulio Pantoli”.

Morelli lascia la moglie Elena, due figlie e quattro nipoti. Di lui resta un’eredità fatta di idee, passione e attenzione verso la comunità, oltre a uno spirito che continuerà a vivere nei sentieri che ha contribuito a tracciare.

Ho conosciuto Daniele quando entrambi frequentavamo l’I.T.C. Compagnoni a Lugo, la Ragioneria, allora nell’edificio di Corso Garibaldi. Aveva tre anni meno di me: ci trovavamo tutte le mattine, prima dell’inizio delle lezioni, insieme a qualche altro studente (ricordo Peppino Ragazzini, Mauro Antonellini, Franco Morini, Yvon Ricci Maccarini, anche altri i cui nomi sono rimati nella memoria che se ne va, tra cui un caro amico di Daniele anche lui di Villanova) per il comune desiderio di iniziare la giornata di scuola con un momento di riflessione che rivolgesse il nostro cuore alla preghiera e al desiderio di vivere il presente con tutta la passione e l’impegno di cui eravamo capaci.

Erano gli anni a cavallo fra la fine dei ’60 e l’inizio dei ’70 del secolo scorso.

Tiziano Conti

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