Nella mattinata di giovedì 30 ottobre è scomparso Giancarlo Rustichelli, conosciuto in città per le sue ricerche negli archivi parrocchiali.
Nato a Lugo il 7 gennaio 1948, aveva abitato fino all’età di otto anni, un po’ in famiglia e un po’ in collegio dalle suore di Maria Ausiliatrice, che, all’epoca, avevano il loro istituto in corso Matteotti. Quindi, una carriera manageriale in giro per il mondo e, nel 2009, il ritorno a Lugo.
Del padre, Bartolomeo Lino, aveva seguito le orme; lui, da responsabile commerciale della Ferrero, aveva dovuto spostarsi da Lugo a Bologna, a Torino, in Francia e in Belgio. Proprio a Bologna, Giancarlo aveva conseguito il diploma di ragioniere e molto presto aveva dato inizio a una carriera, tutta spesa al servizio della multinazionale Fiat. Se c’erano da impiantare nuove attività commerciali, il giovane Rustichelli era pronto a partire. Prima in Europa, tre anni a Vienna ed altrettanti ad Amsterdam e ancora tre anni ad Algeri, quindi nell’altra sponda dell’Atlantico: in Brasile e Venezuela. Nel frattempo, in Europa erano tempi di grandi sconvolgimenti, la caduta del Muro, la fine dell’impero sovietico, l’organizzazione dell’attività commerciale in Ungheria. Siamo negli anni fra il ’91 e il ’93.
Quando la globalizzazione si stava facendo sempre più pressante si aprono nuovi mercati: quelli emergenti sono quelli asiatici, Cina ed India in primis. Allora si trasferisce in India, a Bombay e successivamente in Cina, prima nell’ufficio di rappresentanza della Fiat a Pechino (tre anni), successivamente a Nanchino (altri quattro anni), città di nove milioni di abitanti. La Cina, però, non sarà solo business, significherà anche amore: nel 1998, sposa Hui e, nel 2000, a Torino, nasce la piccola Malisha.
Tanti anni passati all’estero, hanno portato Rustichelli (che, tra l’altro, era parente dell’architetto Giuseppe Rustichelli, scomparso nel 2009) a consolidare molti idiomi: inglese, tedesco, francese (la sua seconda lingua), spagnolo ed un po’ di cinese.
Giancarlo Rustichelli è stato attivo anche nel comitato gemellaggi cittadino.
Come ricercatore locale, ci lascia tre libri, pubblicati fra il 2019 e il 2025, l’ultimo dei quali presentato alla biblioteca “Trisi” lo scorso 31 maggio, annunciando, in quell’occasione, che è «in corso di elaborazione un “addendum” – compendio finale e vero obiettivo della Trilogia – consistente nella rassegna di 245 sinottiche “schede” relative a “gente lughese”».
Rustichelli lascia la moglie Hui, i figli Malisha e Federico, le sorelle e i nipoti.
La salma sarà esposta domenica 2 novembre presso l’obitorio lughese.
Le esequie, in forma religiosa, si terranno presso la chiesa di San Giacomo (dove cominciò la sua partecipazione al gruppo dei volontari di archivio nel 2010) lunedì 3 novembre alle ore 10.45.
