Addio ad Antonio Martini.
La sua famiglia gestì una storica edicola in piazza e un’ omonima cartolibreria sotto il Pavaglione
di GIOVANNI BALDINI
ANTONIO MARTINI
LUGO. «Le esequie si sono svolte nel pomeriggio del 3 gennaio, nel rispetto della volontà
del defunto»: così, con riservatezza, fedele al suo stile di vita, ci ha lasciato Antonio
Martini di anni 77, membro di una famiglia molto conosciuta a Lugo per avere
condotto dal gennaio 1899 al luglio 1966 la storica edicola di piazza (quella che guarda al
monumento di Baracca), ritratta in un celebre scatto a cavallo degli anni dieci-venti, o forse
dei primi anni venti, del secolo scorso (foto in evidenza). In essa, accanto ad Antonio Martini (1872-1935), nonno del Nostro, compaiono il figlio Pietro (1913-1979) e l’altro figlio, Natale detto Lino, vestito di bianco.
Nonno Antonio, vecchio socialista tutto d’un pezzo, prese le botte dai fascisti perché di
nascosto vendeva “L’Avanti!”, quotidiano del suo partito.
A lui è attribuito il famoso aneddoto “Molto vicino!”, espressione con la quale Martini
alludeva all’omicidio di Arnaldo Mussolini, fratello del duce, avvenuto il 21 novembre 1931.
Anche il figlio Pietro continuò nella gestione dell’edicola Martini consumando la sua salute
a orario continuato dalle cinque del mattino fino alle otto e mezzo di sera in quel freddo e
angusto spazio.
Queste cose le raccontava la moglie di Pietro, Tina Valenti, nel 1996 in occasione del
centenario dell’edicola, che io definii delle “quattro emme” perché i primi quattro gestori di
cognome nell’ordine facevano Morandi (1896-1899), Martini (1899-1966), Marabini (1966-
1991) e Montevecchi (1991-…), i quali ne fecero costruire una nuova a pianta ottagonale
sul finire del ’96 e ne tennero la gestione fino a quando la vendettero ad un certo Lolli, che
l’ha chiusa – al momento, sembra definitivamente – nel luglio 2023.
Ma il Nostro Antonio era conosciuto anche per la omonima cartolibreria posta in una loggia
del Pavaglione, sul lato nord.
Ricordo che, a metà anni ‘80, feci alcune trasmissioni in una radio locale. Aggiornavo la
classifica dei libri più venduti a Lugo nell’arco del mese e, a turno, intervistavo i titolari.
Rammento di avere portato in studio a Bizzuno, Massimo Berdondini dell’“Alfabeta”
(tuttora in servizio), Laura Marlat, per conto della cartolibreria “Minerva”, aperta in via
Baracca il 16 agosto 1966, Antonio Martini e qualcun altro, di cui adesso non ricordo il
nome.
Antonio, che spesso lo si vedeva camminare di buon passo per Lugo con la moglie Lia,
lascia, oltre alla consorte, la figlia Claudia, il fratello Gianni, il cognato Guido e le rispettive
famiglie.
«Chi volesse rendere omaggio alla sua memoria – si legge nel necrologio con la data del
16 gennaio – può considerare una donazione presso l’Istituto San Giuseppe di Lugo».
Giovanni Baldini

