Bando per la formazione delle guardie ittiche volontarie

Riceviamo e pubblichiamo

Da Gianfranco Spadoni




Come noto la Provincia di Ravenna ha pubblicato un bando con scadenza 15 aprile 2016 alle ore 12, per la formazione di guardie giurate ittiche volontarie aperto a non più di quaranta aspiranti.

E al termine del corso di preparazione seguirà un esame d’idoneità riservato a queste figure destinate ad avere qualità di agenti di Polizia giudiziaria nello svolgimento del compito di vigilanza della pesca. Il bando di cui sopra, tuttavia, ha creato non poco malcontento a causa del punto “ i ” del menzionato avviso pubblico riguardate il requisitoobbligatorio della residenza degli aspiranti nel territorio della provincia di Ravenna. 

Requisito assolutamente discrezionale e opinabile se si pensa che, per analogia un po’ forzata, una sentenza del Tar di Roma03.05.2011 n.3834 con riferimento all’ambito delle gare pubbliche, precisi come costituisca principi generali quello della “massima partecipazione e della concorrenza tale da condurre a un’interpretazione in grado di favorire piuttosto che restringere la platea dei possibili concorrenti”. 

Inoltre nella materia in oggetto il Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza TULPS a chiare lettere stabilisce come per la nomina a guardia giurata volontaria siano necessari ai sensi dell’art. 138 approvato con R.D. 773/1931 i seguenti requisiti: vale a dire la cittadinanza italiana, avere raggiunto la maggiore età e avere adempiuto gli obblighi di leva, sapere leggere e scrivere e non avere riportato condanne per delitto; essere persona di ottima condotta politica e morale ed essere munito di carta d’identità e non, quindi, il requisito della residenza del candidato nella provincia. 


D’altra parte, a tal proposito, la stessa Regione Emilia Romagna richiamando due proprie leggi, vale a dire quella dell’ 11.2.1992 n.157 e 15.2.1994 n.8 oltre alla Direttiva alla Provincia ai sensi di quest’ultima legge regionale e successive modificazioni, non cita in alcun modo il requisito della residenza introdotto invece, come si diceva, nel bando del citato ente provinciale ravennate.

Tenuto conto, dunque, della forte attesa di formare queste figure fondamentali per la difesa e la salvaguardia dell’ambiente, si chiede al Presidente se non intenda rivedere la clausola del bando a proposito del requisito “i” riguardante, appunto, la residenza nella provincia di Ravenna degli aspiranti candidati poiché oltre ad apparire di dubbia costituzionalità, è contrario allo spirito e ai principi del Trattato dell’Unione Europea.

Sono richieste, infine, una sollecita risposta scritta e l’iscrizione ai lavori del Consiglio provinciale.

Gianfranco Spadoni
Consigliere provinciale Udc Ravenna

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