Home pavaglionelugo.net Benjamin Spock, che ha forgiato generazioni di genitori

Benjamin Spock, che ha forgiato generazioni di genitori

Oggi più di ieri abbiamo bisogno di uomini e donne che sappiano indicarci una strada: Benjamin Spock lo ha fatto per milioni di genitori

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Quando sono diventato padre ad un’età che oggi verrebbe considerata molto precoce, 23 anni, ricordo che il primo libro che presi in mano per avere un’idea di quello che aspettava a me e a mia moglie fu un manuale del dottor Spock: Baby and Child Care (50 milioni di copie vendute), che nel 1946 ha rivoluzionato il modo in cui crescere i figli.

Il dottor Benjamin Spock, soprannominato per la sua altezza Big Ben, diventò campione olimpico a 21 anni arrivando a Parigi sulla nave Homeric dove c’era anche l’attrice Gloria Swanson: utilizzò lo sport “perché non sono mai riuscito a ribellarmi da adolescente”; ha remato fino ai 94 (è scomparso nel 1998 a 95 anni) e ha vissuto l’ultima parte della sua vita in barca navigando con la giovane moglie nelle Virgin Island.

A 12 anni era già 1,93, praticava il salto in alto, ma non si sentiva abbastanza virile: “Ero esile e molto insicuro, un cocco di mamma, incapace di competere con gli altri ragazzi”. Quando James Stillman Rockefeller, miliardario e capitano della squadra universitaria di canottaggio, gli chiese se volesse dedicarsi a uno sport “da uomini”, lui trovò che fosse una buona idea. Il canottaggio era nobile. Spock non aveva rivalse sociali, ma quelle personali erano molto forti. Lo disse più volte: “Quell’oro non l’avevo vinto per l’America, ma solo per liberarmi dall’immagine di figlio”. Al resto della sua formazione ci pensarono gli studi di medicina alla Columbia University, specializzazione in pediatria e psicologia.

Il dottor Spock non ricordava più dove avesse messo la sua medaglia d’oro. “Forse in un baule, ma con tutti i miei traslochi sarà andata persa”. Era ufficialmente diventato un anti-americano: marciava con il reverendo King per i diritti civili, era contro la guerra in Vietnam, manifestava per la pace, invitava alla diserzione (scampò a una condanna in carcere per un cavillo legale), lottava contro l’embargo di cibo e farmaci a Cuba e a favore dei genitori single.

Spock, anzi Baby Doc, come ormai veniva chiamato, invitò i genitori a non umiliare il bambino, a essere meno rigidi e più flessibili, a non educarlo a essere competitivo, a rispettarlo facendosi rispettare.

Quando si ammalò, la moglie lanciò una sottoscrizione per sopportare l’alto costo delle sue cure mediche. Un bimbo di nove anni gli scrisse dalla California: “Sono felice e mamma e papà dicono che è più merito tuo che loro, ti auguro una buona guarigione”. Nella busta accludeva due dollari per le medicine.

Oggi più di ieri abbiamo bisogno di uomini e donne che sappiano indicarci una strada: Benjamin Spock lo ha fatto per milioni di genitori.

Tiziano Conti

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