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Bugie e verità sull’ospedale di Lugo

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Come si sta trasformando il servizio sanitario Romagnolo
di Gabriele Serantoni



Siamo felici che, finalmente, il Sindaco del Comune di Lugo e Presidente dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna Raffaele Cortesi abbia iniziato a occuparsi dell’Ospedale di Lugo. Forse un po’ in ritardo, forse un po’ tirato per la giacca dalle 7.500 firme che abbiamo raccolto in questi mesi, ma comunque meglio tardi che mai. Ci sta anche che neghi il passato e il presente dell’ospedale della Bassa Romagna, ossia un evidente depotenziamento, perché conosciamo quel tipo di politica: si nega sempre tutto, anche di fronte all’evidenza.

Ci chiediamo, però, se in questi mesi e anche in questi anni il Sindaco Cortesi abbia incontrato gli operatori del servizio sanitario locale, come abbiamo fatto noi. Non solo la Direzione, ma anche chi quotidianamente opera all’interno dell’ospedale, medici, infermieri e OSS e che direttamente vede e tocca con le proprie mani la trasformazione del nostro servizio sanitario. 


Sarà che con l’avvio di questa raccolta firme abbiamo dato voce a un malessere silente della popolazione e ci siamo trovati spesso sulle piazze, ma molti cittadini si sono avvicinati per raccontare le proprie personali esperienze, confermando ciò che sosteniamo.

Il Sindaco di Lugo cita e nello stesso tempo omette. Cortesi descrive il contenuto della piattaforma di degenza di Lugo (medicina, lungodegenza, pneumologia, cardiologia, post acuti) e della piattaforma chirurgica (chirurgia generale, urologia, ginecologia, ortopedia, chirurgia del sistema nervoso periferico, oculistica) citando correttamente il piano operativo per la riorganizzazione dei servizi approvato dall’ex AUSL di Ravenna alla fine del 2013. Citando quel documento, però, omette di riportare i posti letto che verranno tagliati, ad esempio, in queste due piattaforme, senza contare quelli che sono già stati soppressi.

Ma non solo. Restano senza risposta alcune delle nostre principali domande.

Se proprio si devono tagliare dei posti letto, perché non si tagliano equamente nel pubblico e nel privato convenzionato?

Se proprio il servizio sanitario deve ridurre i fondi, perché non razionalizzare quello che già abbiamo? Perché non si ricava, ad esempio, la prevista casa della salute di Lugo all’interno dell’ospedale, piuttosto che spendere milioni di Euro per costruirne una nuova ampliando il Palabanca?

E per quanto riguarda Senologia e la vicenda del dott. Magalotti, è vero che è previsto per la chirurgia generale dell’ospedale di Lugo lo sviluppo della vocazione distintiva relativa alla chirurgia della mammella, come riportato da Cortesi, tuttavia resta il fatto che quando ci sono delle eccellenze, si deve fare di tutto per mantenerle. Perché non è stata fatta un’Unità Operativa semplice di Senologia a Lugo?

Non ci resta che concludere con una semplice e quanto mai vera citazione di Gino Strada, medico di Emergency: “la Sanità non è un’azienda”.

Gabriele Serantoni
Verdi/Ecologisti Civici Bassa Romagna

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