Ci mancano le “primarie” al Teatro Rossini

Avremmo evitato 90 minuti di odio a tonnellate

di Arrigo Antonellini




Al di lĂ  della modesta recitazione di Claudio Casadio, in contrasto con quella splendida di Giulio Scarpati (scontato che trattasi di giudizio personale) penso che con i tempi che corrono, tristi, piuttosto tristi, avremmo potuto evitare l””Oscura immensitĂ ” andato in scena al Rossini.

Ma non è il mio giudizio che essendo appunto personale ad essere degno di cronaca, ma una valutazione “metodologica” sulle nostre stagioni di prosa.

E’ noto come trattasi di un cartellone bloccato, di una lista precostituita da acquistare in blocco, prendere o lasciare. Ne deriva che non abbia senso, cosi come avviene nel “libero” cinema, fare valutazioni sul numero di spettatori ai singoli spettacoli come indicatore di successo.

Mi “sovviene” allora un forte rimpianto per quelle primarie che aveva messo in campo il rimpianto Assessore alla Cultura Valter Ricci Bitti.

Una commissione ampia, operatori dell’assessorato, insegnanti, uomini di cultura, giornlisti. Si riceveva giĂ  in estate un ampio materiale contenente tutte le programmazioni delle Compagnie per la stagione invernale.

Ci si riuniva giĂ  a fine agosto piĂą volte, portando ciascuno le proprie proposte.

Ci si confrontava.

Si chiudeva con un ventaglio di una decina di proposte all’interno delle quali l’Assessorato formulava il cartellone.

GiĂ , erano le primarie, partecipazione, e non la predisposizione di una lista bloccata.

Arrigo Antonellini

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