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Energia e intelligenza artificiale: le nuove vie del potere

Chi controlla la luce, detta le regole del buio

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Il mondo entra in una nuova era, come fece Prometeo quando rubò il fuoco agli dei per darlo al genere umano e la cui azione rappresenta l’origine della condizione esistenziale sulla terra.

Ora, dopo il fuoco siano all’elettrone prodotto, immagazzinato e venduto: l’energia elettrica è la nuova moneta della potenza geopolitica.

La Cina è il primo “elettro-Stato” della storia. Nel 2024 ha esportato 236 GW di pannelli solari e attratto un terzo degli investimenti globali in tecnologie, processi e prodotti progettati per ridurre l’impatto ambientale, migliorare l’efficienza energetica e accelerare la transizione verso un’economia sostenibile e a basse emissioni di carbonio. Xi Jinping non parla di transizione energetica: la esercita.

Dominare solare, eolico, batterie e semiconduttori significa controllare il futuro industriale e digitale. Pechino ha trasformato la via della seta in una via dell’elettrone, legando economie emergenti con infrastrutture e credito con l’obiettivo di diventare indispensabile.

Gli Stati Uniti, invece, vivono una nostalgia del greggio: “Drill, baby drill” (Trivella ragazzo, trivella) è la ricetta di Trump in tema di energia.

Come mostra il Financial Times, il secondo mandato di Trump è segnato da dazi record (16,4%), ritorno al fossile e poteri esecutivi sempre più centralizzati. È il neo-isolazionismo energetico: difendere la sovranità economica anche a costo di distorcere i mercati globali. Nel breve periodo regge, nel lungo potrebbe mettere a rischio la leadership tecnologica e diplomatica americana.

E l’Europa?

Il continente che ha inventato la “transizione verde” e che ha oltre metà dell’elettricità da fonti rinnovabili, presenta una frammentazione delle politiche nazionali, che impedisce di trasformare la leadership normativa in potenza industriale: l’Europa approva norme, ma non produce. Pianifica, ma non riesce a integrare le politiche dei vari Stati. Si dovrebbe affrontare, una volta per tutte, la necessità di superare il voto unanime dei ventisette paesi sui temi fondamentali.

Intanto emerge un nuovo fronte: l’intelligenza artificiale distribuita.

L’economia dei “data center” assimila molta energia: negli USA assorbirà fino al 12% della domanda elettrica. L’Europa potrebbe puntare su un modello alternativo, decentralizzato, diffuso nelle fabbriche, nei prodotti e nelle reti.

Un’Intelligenza Artificiale sostenibile, capace di ridurre i consumi e rafforzare l’autonomia industriale europea.

In questa “guerra dell’elettrone”, l’Europa non può limitarsi a osservare: o costruisce una visione integrata di energia, industria e digitale, oppure accenderà la luce con l’elettrone altrui.

Giuliano Noci, professore ordinario di Ingegneria gestionale, coordinatore della School of Management del Politecnico di Milano, oltre che editorialista per Il Sole 24 Ore, ha affermato: “Chi controlla la luce, detta le regole del buio.”

Tiziano Conti

Foto Wikipedia di Zinskauf – Opera propria

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