IERI LA XXXIII esima GIORNATA DEL MALATO NELLA PARROCCHIA DEI SS. SIMONE E GIUDA

La solenne Liturgia Eucaristica di ieri sera presieduta da padre Marzio Calletti è stata molto intensa, caratterizzata da parole toccanti del celebrante, che ha sottolineato che stiamo vivendo un grande evento da quando è stata aperta la Porta Santa. La celebrazione, ha affermato, è particolare in quanto ricordiamo la Vergine di Lourdes e la XXXIIIesima Giornata del Malato, voluta da Giovanni Paolo II, che così ha evidenziato il legame fra l’apparizione e la cura dei sofferenti.
Ha poi proseguito:La malattia è parte integrante della vita della comunità e del singolo e questa realtà nell’anno giubilare deve lasciare in noi il senso dell’autenticità di Dio: lo Spirito Santo deve trovare apertura e accoglienza.
Il re Salomone, interpellato da Dio stesso, ha detto: Dammi un cuore docile, cioè che si lascia plasmare e modellare. In Maria noi fedeli troviamo un cuore docile, che ha risposto alla chiamata divina con disponibilità ai pellegrinaggi che le erano stati destinati in quanto madre del Redentore. Il primo l’ha compiuto nella casa di Nazareth, di cui si venerano le reliquie, le pietre , a Loreto. Il Vangelo ricorda il momento dell’Annunciazione, la domanda: Com’è possibile? Lei non chiude la porta, non perde tempo, ma vuole camminare nella comprensione di quanto le viene chiesto: un pellegrinaggio interiore. Eccomi, risponde, ha capito che si stava realizzando un’opera di Dio con il suo aiuto e si avvia a procedere verso le parole dell’Angelo, verso la parola di Dio.
Eccola verso la montagna, verso la città di Giuda. Il pellegrinaggio la porta poi sulla via del Calvario, il lungo tragitto del Figlio, dove Lei è madre e discepola. Sant’Agostino dice: Non fu tanto grande perchè madre di Cristo, ma fu discepola di Cristo”, cioè sempre sulla traiettoria del Figlio.
Anche noi dobbiamo fare un pellegrinaggio interiore, arrivare a essere più figli che devoti, consapevoli che è più impegnativo essere figli che devoti.
Tornando a Maria, dobbiamo evidenziare le sue apparizioni, che noi viviamo e vediamo come momenti di entusiasmo, ma sono veri e propri pellegrinaggi , di Colei che scende sulla terra e va verso l’uomo, parte dalla gloria di Dio per arrivare alla miseria dell’uomo, per aiutarlo a trovare la strada verso la dignità, verso la bellezza, verso la speranza, che è poi la nostra meta. Anche Bernardette Soubirous ha fatto il suo pellegrinaggio, iniziato l’11 febbraio 1858, quando in una grotta “una signora vestita di bianco” la invita a tornare lì per 15 giorni. Rivelerà il suo nome il 25 marzo alla ragazza, che nonostante i problemi e le difficoltà della sua situazione, ha continuato a muovere i suoi passi verso quel luogo, consapevole che tramite Maria Dio si fa prossimo ai più poveri, a coloro che il mondo emargina.

Anche noi siamo chiamati a pare il nostro pellegrinaggio verso la ricerca del bene. In ciò ci aiutano i Sacramenti, con la loro forza, con il loro sostegno. Ieri sera, nella Parrocchia dei Ss. Simone e Giuda in Madonna delle Stuoie a noi fedeli è stato possibile ricevere la sacra Unzione, flusso di Grazia che ci aiuta nel cammino quotidiano punteggiato di sofferenza. Alla fine della celebrazione sono state benedette e donate le rose, che col loro profumo di speranza arricchiscono le nostre realtà spesso messe a dura prova e rese fragili e inodori, ma che nell’Anno Giubilare trovano risposte salde e sicure.



