Home pavaglionelugo.net Il candidato del PD scelto con le regole del Porcellum

Il candidato del PD scelto con le regole del Porcellum

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Chiudevo il mio redazionale di ieri, martedì 28 gennaio, facendo accenno a quelle zone del Paese in cui i Sindaci vengono ancora eletti con l’aspetto più negativo del Porcellum, la scelta dei candidati fatti dalle segreterie dei partiti.

Trattandosi di “sfortuna” nostra il dato merita qualche riga in più.

Il dato che più di ogni altro rende anticostituzionale la legge elettorale voluta da Berlusconi è  il fatto che i nostri rappresentanti sono stati “eletti” dai dirigenti di partito e non dagli elettori, che secondo la Costituzione ne hanno invece il potere.

Già, Berlusconi, non a caso fermamente contrario alle preferenze, e per carità non si parli a lui del loro sinonimo, le Primarie; non se ne parli a lui che è Capo per diritto divino e che lascerà il potere applicando le regole regali della discendenza dinastica.


Più volte vi abbiamo dati i nomi dei “nostri” nuovi parlamentari (senza sbagliarli mai) parecchie settimane prima che noi “andassimo ad eleggerli”, non appena i segretari di partito avevano scritto i nomi sulle liste.

Esattamente così è stato anche nelle sette volte in cui a Lugo abbiamo “scelto” il nostro Sindaco.

Anzi il suo nome lo sapevamo molto prima, almeno due anni prima, informandoci su chi fosse il segretario o il capogruppo in Consiglio Comunale del partito della sinistra.

Si sarà capito (!!?) che chi scrive provi non solo profonda delusione ma addirittura vera e propria sorpresa per il fatto che così accada anche per l’ottava volta. Non bastavano sette? Sessant’anni? Non era ora di cambiare con tutti gli tsunami del partito della sinistra di questi ultimi anni e mesi? Con le Primarie nello statuto del Partito, con tre elettori lughesi su quattro renziani che l’8 dicembre hanno deciso che: “L’italia cambia verso”.

Eravamo lughesi, non ci vorranno far credere che abbiamo voluto far cambiare verso all’Italia e non a Lugo?

Per la verità qualcosa è cambiato. Questa volta non era dato per scontato che il candidato sarebbe stato il giovane segretario, cotignolese, senza nessuna esperienza di Giunta.

Ci hanno messo settimane, mesi, coloro che contano, meno di una dozzina, a mettersi d’accordo e non ci interessa sapere con qualche clima del loro confronto, ma ancora una volta, per l’ottava volta, lì sono arrivati, al numero uno del partito, la soluzione più semplice, il “come abbiamo sempre fatto” vincendo sempre, l’unica motivazione per poter licenziare, finalmente, comunque, una decisione, ad un popolo sempre più curioso, in “fremente” attesa di conoscere la decisione del palazzo del partito.

Non mi piacciono i commenti fatti dopo, la ricerca postuma delle cause, le “recriminazioni”.

Ovvio che il risultato lo sapremo solo dopo al ballottaggio, ma già ora è giusto fare commenti su un primo dato che è importante a Lugo, quello che dal 1948 al 2009 ha sempre fatto conoscere il nome di chi poi sarebbe diventato sindaco prima di votare, l’indicazione del candidato della sinistra. Prima della vigente legge comunale si sapeva comunque sempre con largo anticipo chi il Consiglio Comunale avrebbe poi eletto Sindaco, appunto o il capogruppo o il segretario del partito.

Come si è potuto arrivare all’interno di un unico Comune, quello della Bassa Romagna, a due contraddizioni tanto evidenti?

In due Comuni le Primarie sì, in cinque no.

Tra i cinque candidati scelti con il porcellum, quattro sono stati scelti con il criterio della compravata esperienza amministrativa, senza accenni all’età anagrafica, alla necessità del rinnovamento (anagrafico??) e in uno, proprio il più importante, il Capoluogo, dove l’eletto sarà il Sindaco di tutti i 100.000 romandioli perchè sarà il Presidente dell’Unione che governa tutta la Bassa Romagna, è stato scelto perchè giovane, senza alcuna esperienza di Giunta, senza esperienza  per guidare una macchina oggi “sempre più complessa”, in una realtà “sempre più complessa”, come un Comune.




Cinque anni fa, quando la conferma dell’ottimo Cortesi era scontata, i dirigenti di allora del Pd vollero le Primarie per scegliere i consiglieri comunali. Una scelta che portò consensi e voti nuovi.
Non piacque che alcuni esponenti del partito le abbiano perse?
Si è temuto che il risultato delle Primarie non sarebbe piaciuto?
Quanti voti in più si sarebbero presi, com’è dimostrato che avvenga sempre, con le Primarie?
Voti che mai come questa volta sarebbero utili…… 

Arrigo Antonellini

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