Dall’enciclopedia della Rete: “La democrazia etimologicamente significa “governo del popolo“, ovvero sistema di governo in cui la sovranità è esercitata, direttamente o indirettamente, dall’insieme dei cittadini.
Il concetto di democrazia ha trovato la sua espressione storica in diverse espressioni e applicazioni, tutte caratterizzate per altro dalla ricerca di una modalità capace di dare al popolo la potestà effettiva di governare”
Sussiste una modalità più democratica per esercitare tale scelta delle Primarie?
Era ovvio che con quanto sta succendendo al segretario provinciale del partito DEMOCRATICO venisse chiesto. “Le candidature in solitaria di Lugo, Russi, Alfonsine, Cotignola e Fusignano, addirittura cinque dei nove Comuni del lughese (Primarie solo in tre perchè di Sant’Agata ancora non si sa nulla) in cui si sta per votare non sono una dimostrazione di limitazione della democrazia e non smentisce quando ordinato dagli elettori l’8 dicembre, il cambiamento?”.
“I candidati proposti hanno in comune il “profilo programmatico innovativo” sia generazionale che culturale. Quando leggerete i programmi vedrete il forte cambiamento”, risponde il numero un del PD provinciale.
Allora, intanto state calmi, non criticate, è presto, dovete leggere i programmi…
Leggerli, chi? I centocinquantamila elettori impegnati ad arrivare a fine mese che non aspettano altro che di leggere le decine di pagine per poter prendere atto del cambiamento? Chi lo ha fatto negli ultimi decenni ha trovato molto di fotocopiato da un programma all’altro e le delibere non si scrivono con i programmi ma con le scelte contingenti dei Sindaci in una realtà che cambia giorno dopo giorno.
In comune hanno il profilo generazionale e culturale.
Generazionale: Ranalli, Retini, Pasi, Piovaccari e Venturi, basta uno sguardo senza dover passare all’anagrafe.
Culturale: restringendo il termine alla competenza amministrativa, quattro esperti e uno, Ranalli, ovviamente il più importante, che non ha mai fatto parte di un Esecutivo.
O culturale significa che sono tutte e cinque uomini?
Noi, da giornalisti, di politico ci vediamo che sono stati imposti tutti e cinque, senza partecipazione, senza “la ricerca di una modalità capace di dare al popolo la potestà effettiva di governare”, senza le Primarie.
Arrigo Antonellini
