e si fa arte e si fa aiuto….in via Felisio
Come scoprire gioiosamente un mondo di inclusione, condivisione, distribuzione delle risorse, scelte antispreco: tutto è partito da un’ex collega, la prof. Angela Tampieri, che da tempo affianca alla professione e alla famiglia una preziosa attività di volontariato. Un invito a conoscere un artista lughese,un’esperienza culturale che volentieri condivido.
Luogo: via Provinciale Felisio, 3, APS Il Melograno
Eccolo, Corrado Preti, una vita dedita al lavoro, alla fotografia, all’arte di ricavare nuove opere da ciò che finirebbe in discarica, il tutto sorretto da una solida cultura. L’artista osserva un oggetto e sgorga in lui l’idea della novità che le sue abili mani sapranno suscitare.
E il progetto, generalmente di notte, prende vita, suggerisce rotture, simboli esistenziali, momenti storici e autobiografici, riferimenti teatrali (Samuel Beckett). Un’arte povera, afferma lui stesso, che si alimenta delle sue competenze di sensibilità e volontà di armonia, unite a una manualità valida e potente.
Già da decenni Preti intravede in un oggetto per così dire di scarto, una modalità per realizzazioni impensabili, che fanno dire alla prof. Tampieri che siamo davanti al Duchamp di Lugo, una sinestesia di dadaismo, cubismo, arte concettuale.
Da qualche mese frequenta Il Melograno, trovando altri spunti concreti per coltivare gratuitamente la sua passione. Prima andava in centri di rottamazione, da cui prelevava materiali dentro compenso. Qui invece, afferma, ho trovato accoglienza gratuita, disponibilità generosa e addirittura la possibilità di mettere in mostra i miei lavori. Sì, perchè quello che vi mostriamo oggi tutto accatastato sarà sistemato presto al meglio in via Felisio e sta emergendo pure la volontà di fare una mostra in centro a Lugo, in un locale da individuare nei prossimi mesi.
Appassionato di fotografia, conserva migliaia e migliaia di negativi.
A 16 anni i primi scatti, con una Zeiss, l’obiettivo rivolto verso parenti, amici, la natia Lugo, poi i primi spostamenti, prevalentemente in bicicletta e quindi l’acquisto di attrezzature migliori, sia per scattare sia per sviluppare e stampare in proprio. Ecco poi il tanto desiderato ampliamento del raggio d’azione, borghi e città d’arte, l’Italia, l’Europa, il mondo. Tante stampe regalate, molti collages, un autore sempre motivato a fare opere nuove e non a guadagnare: prioritario l’obiettivo di dare nuova vita a materiali in disuso.
La vena ispiratrice di Preti si è sintonizzata con l’idea di base del Melograno: lui valorizza le cose che sarebbero scarti, le reinventa. Come vedete dalle foto, che al momento non rendono giustizia alla sua abilità artistica, rivivono ferro vecchio, macerie, mobili, tela d’ortica, in un incontro sempre nuovo e interattivo con i volontari presenti nel capannone, una realtà viva tutta da scoprire, tutta da gustare.
La musica accompagna la realizzazione delle opere, la sottolinea, suggerisce e ispira.
Del lavoro nella foto sopra Preti mi dice: “L’intento è estremamente serio e aperto alle più varie e ricche interpretazioni, a cominciare da quella dell’identità dell’invisibile protagonista, il cui nome sembra essere una fusione di Godot, Dio e robot, ma grazie all’uso ironico del non sense e di un robusto humor non mancano nel dramma occasioni di divertimento e di pura comicità….allegoria politica e crudo realismo”, elementi tipici del premio Nobel Beckett, che col suo teatro dell’assurdo cercava di “sfuggire il cancro del tempo”
Anche Preti mette le sue competenze al servizio della volontà di andare oltre i limiti temporali, osserva con lucidità i personaggi, in questo caso Nagg e Nell nella loro situazione immutabile e statica, senza indicare un futuro possibile; ma allo stesso tempo suggerisce che ciò che vediamo ha un passato, in questo caso un semplice ma indispensabile bidone, nobilitato da un pensiero non comune.
Tanti i progetti in cantiere, la già citata prossima sistemazione delle opere nella sede del Melograno, la loro valutazione ad opera di una critica d’arte, la prof. Raffaella Zama, l’esposizione durante Lugo Vintage, una mostra…
Per ora gli interessati possono chiamare direttamente l’autore, disponibile a illustrare la genesi dei lavori previo appuntamento telefonico: 0545 20473
Lucia Baldini
