Il gruppo consiliare di centrosinistra «Insieme per Cotignola – centrosinistra» ha approvato, nel corso della seduta del Consiglio comunale del 23 luglio, il Piano Economico Finanziario (PEF) per la gestione dei rifiuti. Una scelta definita dalle consigliere e dai consiglieri dell’unico gruppo rappresentato in Consiglio come un atto di responsabilità istituzionale, assunto obtorto collo.
Le tariffe 2026 aumenteranno, a Cotignola, in media del 10,07%. Siamo fortemente preoccupati per questo trend di crescita che pesa su famiglie e imprese. Il sistema tariffario nazionale, regolato da Arera, lascia margini di manovra molto limitati agli enti locali nella determinazione delle tariffe e nella copertura dei costi del servizio. Un voto contrario del Consiglio comunale non avrebbe cancellato gli aumenti previsti né modificato i presupposti economici contenuti nel PEF, determinando comunque la necessità di individuare le risorse necessarie a garantire la copertura dei costi del servizio.
Il costo complessivo del servizio per il Comune di Cotignola ammonta, per il 2026, a oltre 2 milioni di euro. Per evitare che l’intero aumento ricada sulle utenze, l’amministrazione comunale ha scelto di destinare circa 130 mila euro per ridurre l’impatto della Tari, contribuendo ad abbassare il montante complessivo a circa 1 milione e 840 mila euro. Si tratta di una scelta politica precisa: utilizzare risorse pubbliche per calmierare la tariffa significa rinunciare a destinarle ad altri servizi, manutenzioni o investimenti sul territorio.
Questa soluzione consente oggi di contenere gli aumenti, ma non può rappresentare una risposta strutturale nel lungo periodo. Inoltre, con l’introduzione della Tariffazione corrispettiva puntuale (TCP), prevista tra il 2027 e il 2028, gli interventi di calmierazione da parte dei Comuni saranno fortemente limitati e molto più complessi da attuare.
Per questi motivi abbiamo scelto di privilegiare una soluzione che limitasse l’impatto immediato sui cittadini. La delibera è stata votata, come preventivamente concordato, con 6 voti favorevoli, 1 contrario e 3 astensioni. Il significato di questo gesto è semplice: questo modo di procedere non ci soddisfa, ma abbiamo ritenuto prioritario evitare ulteriori e onerosi aggravi per la comunità.
Oggi l’Emilia-Romagna si conferma tra le regioni più virtuose d’Italia: paga mediamente 56 euro all’anno in meno rispetto alla media nazionale e raggiunge il 77,1% di raccolta differenziata, oltre dieci punti sopra la media del Paese. Non sono in discussione gli importanti risultati raggiunti con sacrificio in questi anni e non vogliamo tornare a modelli di gestione fondati esclusivamente sul binomio discarica-inceneritore. È però necessario che l’attuale sistema venga valutato anche in base alla sua sostenibilità economica e alla capacità di valorizzare la partecipazione dei cittadini, chiamati a comportamenti sempre più virtuosi e impegnativi a fronte di aumenti tariffari costanti.
Per questo riteniamo necessario aprire una riflessione sul futuro del sistema, con l’obiettivo di individuare il miglior equilibrio possibile tra qualità del servizio, risultati ambientali e sostenibilità economica. Invitiamo quindi le autorità di regolazione e i gestori ad aprire nuovi canali di comunicazione e confronto con la cittadinanza: incontri pubblici periodici, momenti di ascolto, sportelli e strumenti capaci di fornire informazioni puntuali e raccogliere osservazioni e proposte.
La distanza tra enti, gestori e utenti rischia infatti di accentuare incomprensioni e comportamenti impropri che finiscono per gravare anche su chi assolve correttamente ai propri doveri. Crediamo invece che la partecipazione, l’informazione e il confronto siano strumenti indispensabili per costruire un sistema più efficace, più condiviso e più sostenibile.
La lista civica Insieme per Cotignola – centrosinistra
