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La Menopausa comporta rischi e problematiche per la donna ?

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La rubrica del giovedì. Il medico risponde: il Salus Medical Center


La Menopausa è un evento naturale fisiologico che è segnalato nella donna dalla cessazione definitiva dei flussi mestruali e che si accompagna di norma, nella fase antecedente, ad irregolarità del ciclo (ritardi, anticipi, aumento o diminuzione della quantità dei flussi).



Le modificazioni che precedono la menopausa sono legate ad una “instabilità endocrina” dell’ovaio con produzione anche eccessiva di estrogeni, cosa che può essere causa di ritenzione idrica, irritabilità e di eccessiva stimolazione della ghiandola mammaria (con tensione al seno) e dell’utero (con rischio di meno-metrorragie). 

Allorquando l’ovaio ha definitivamente esaurito la sua funzione riproduttiva (di solito ciò è segnalato da almeno 12 mesi di assenza dei flussi), compare una carenza costante ormonale estrogenico, segnalata da bassi livelli ematici degli estrogeni (estradiolo) e alti di FSH, un ormone ipofisario. L’età di avvento della menopausa è in media intorno ai 50-51 anni. 

Si parla di menopausa precoce prima dei 45 anni e menopausa tardiva dopo i 55 anni. Il periodo che va dai 45 ai 55 anni è noto come “Climaterio”. E’ durante questo periodo che la instabilità ormonale prima e la carenza estrogenica ovarica dopo, possono essere causa di sintomi (vampate, palpitazioni, sudorazioni, insonnia, depressione, secchezza vaginale con difficoltà al rapporto) che, in modo variabile da donna a donna, caratterizzano la c.d. “Sindrome Climaterica” . 

Tali sintomi, a volte, sono di grado così elevato da alterare la qualità di vita della donna. Una donna su 3 è colpita in modo significativo. Solo il ripristino dei livelli ormonali fisiologici (con la cosiddetta “terapia ormonale sostitutiva”), prescritta in modo personalizzato e dopo adeguato colloquio ed accertamenti, può minimizzare ,se non annullare, i sintomi lamentati.

La carenza ormonale (estrogenica) può essere causa anche di modifiche organiche “silenziose” (ma non per questo meno pericolose !), consistenti in modificazioni metaboliche, come l’inaspettato aumento del livello ematico del colesterolo e come una eccessiva perdita ossea scheletrica (evidenziabile solo con la densitometria ossea) che, rispettivamente, rappresentano importanti fattori di rischio per la malattia cardiovascolare e l’osteoporosi. Il periodo più critico, durante il quale sintomi e modificazioni metaboliche sono presenti in modo più incisivo, quello compreso tra le ultime mestruazioni e i successivi 5-6 anni. 

Sintomi e modificazioni metaboliche possono essere la base di comparsa di modificazioni organiche irreversibili , specie in chi già è predisposto prima della menopausa. Per questo motivo, importante è la prevenzione, da attuare sin dall’inizio della periodo climaterico (intorno ai 45 anni di età), al fine di evitare conseguenze gravi non reversibili. 

Sarà questa età l’occasione per effettuare il “punto” della situazione per la salute della donna, con un colloquio e visita con ginecologo competente nelle problematiche correlate alla menopausa, eseguendo una densitometria ossea vertebrale/femorale per valutare il patrimonio osseo” prima che inizi una perdita ossea irreversibile, controllando il livello del colesterolo e dei parametri metabolici di rischio cardiovascolare, monitorando la pressione arteriosa, effettuando la visita senologica (con mammografia/ecografia mammaria). 

Infine, è oramai accertato che il rischio mammario legato alla “terapia ormonale sostitutiva” consiste in una accelerazione di un tumore al seno già pre-esistente alla terapia e non ancora diagnosticato in quanto sotto il limite di rilevamento delle tecniche diagnostiche (per questo vanno comunque sempre eseguiti appropriati controlli senologici prima e in corso di terapia ormonale). 

Non è documentato un effetto “cancerogeno”, ma solo un effetto “promuovente” la crescita di un tumore pre-esistente. Il rischio trombotico, che può aumentare con la terapia ormonale, è dimostrato in base alle recenti evidenze scientifiche, che è annullato/minimizzato se gli ormoni sono somministrati per via non orale, ad es. per via transdermica (cerotto).

Francesco Saverio Pansini, MD
eriopan@gmail.com
www.francescosaveriopansini.it

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