Home pavaglionelugo.net Le Liste Civiche

Le Liste Civiche

0
L’esplosione del numero delle Liste Civiche è certamente il dato politico più rilevante di questa nostra campagna elettorale. 


Nostra, riferita alla Bassa Romagna, dal momento che la novità delle Liste Civiche ha già caratterizzato le zone del Paese dove si è votato per le amministrative negli ultimi anni e mesi.



Sono addirittura quattro a Lugo, due nella “più piccola” Alfonsine.

Al di là dei giudizi di merito che si possono dare su questa grande novità della politica locale (positivi, perchè segnale di voglia partecipazione; negativi, se si pensa che spetti ai partiti governare), ci sono valutazioni oggettive, prese d’atto, che meritano di essere evidenziate.

Intanto che il fenomeno delle liste civiche si registra soprattutto laddove il partito di maggioranza relativa, il PD, ha negato le Primarie, come appunto, ad esempio, a Lugo e ad Alfonsine: una coincidenza?

Poi, l’evidente segnale, anche da noi, nella politicizzata “Romagna Rossa”, delle difficoltà dei partiti, a partire ovviamente proprio dal Pd, ma non solo.

Per la prima volta, nella quasi altrettanto Romagna Repubblicana, il partito dell’Edera rinuncia a presentarsi, schierandosi invece con la Lista Civica “Per la Buona Politica. Verlicchi Sindaco”.

Altrettanto il PSI (che non tantissimi anni fa aveva il Vicesindaco) che si è alleato con Rifondazione e con il candidato Sindaco, Secondo Valgimigli.

Come non vedere poi le difficoltà politiche di Forza Italia che a tutt’oggi non è ancora riuscita a presentare il candidato, ad iniziare una campagna elettorale che si sta sviluppando ormai da mesi e che deve anche registrare la perdita per strada di alcuni suoi noti ex esponenti, marcatamente cattolici, che stanno per scendere in campo con ben diverse scelte. 


Tanto che per la prima volta non sarà la destra il primo avversario di un Pd che al ballottaggio si troverà invece di fronte Verlicchi  o Coppola, in qualche modo collocabili a sinistra, laddove avesse un senso che non ha, posizionare politicamente una lista civica che per definizione non è “collocabile”.


Quel ballottaggio, altra novità, che a Lugo avremo per la prima volta.

Già,  il PD, di cui ho già detto a lungo quanto io consideri gravissimo l’errore di aver negato ai suoi undicimila elettori il sacrosanto diritto di scegliersi il proprio candidato, tra l’altro cadendo così in una scelta che non raccoglie nemmeno l’entusiasmo di tanti suoi conosciuti ed apprezzati dirigenti.

Ovvio che con le Primarie, come sempre accade in un partito che conosce le regole della democrazia, il vincitore sarebbe stato invece il candidato di tutti.

Una crisi, quella del Pd lughese che ovviamente paga gli effetti della ormai annosa e crescente crisi del livello di stima degli italiani verso tutti i partiti, aggravata a livello locale dall’incapacità, o non volontà, di aprirsi ad un forte, ampio (molto più ampio!), ricambio generazionale della sua dirigenza.

Una crisi oggettiva, fotografata dal crollo del numero degli iscritti, in particolare appunto del numero dei giovani.

In sintesi, il dato politico più rilevante di questa campagna elettorale è la fine dell’egemonia politica del principale partito della sinistra, chiunque sarà il prossimo Sindaco. 

Peccato che i renziani non abbiano saputo cogliere quanto gli elettori lughesi del PD avevano ordinato l’8 dicembre. 



Un PD lughese ammalato aveva in mano la medicina che l’avrebbe fatto guarire offertagli dal PD nazionale e da tre quarti dei suoi elettori: ma noi non siamo il Lazio o il Veneto, siamo la Romagna Rossa di D’Alema e Renzi non è mica di sinistra: i nostri dirigenti non l’hanno voluta prendere.



 Arrigo Antonellini

Exit mobile version