Le Primarie a Bagnacavallo

Quanto ci sarebbe piaciuto fosse stato così anche a Lugo!

Precisazioni in merito alle primarie del centrosinistra a Bagnacavallo.
Alla luce dei ripetuti post scritti da Andrea Leggieri sul suo blog ritengo doveroso fare chiarezza, nei confronti di tutti, sul reale svolgimento dei fatti dal 9 gennaio, giorno della direzione comunale in cui Andrea ha presentato la sua candidatura, ad oggi. 

Premetto, soprattutto per Andrea, che non ho intenzione di sfinirmi in una guerra a colpi di comunicati e interviste, questa lettera sarà l’ultima da qui a giovedì, giorno in cui sapremo chi saranno i candidati. 
Andrea sa bene che io credo in un PD aperto e plurale, sono un convinto sostenitore delle primarie e, come lui può confermare, prim’ancora che io diventassi segretario comunale l’ho più volte incoraggiato durante le riunioni a portare avanti il suo progetto e a misurarsi con i cittadini. 
Per chi non mi conoscesse, ho 27 anni, vivo a Bagnacavallo da sempre, sono iscritto al PD sin dalla sua fondazione, in precedenza non ho mai avuto tessere di partito, sono stato il coordinatore cittadino del comitato per Matteo Renzi alle primarie del 2013, e da meno di un mese sono il segretario comunale del PD di Bagnacavallo, compito che svolgo con passione e
indipendenza senza percepire alcun compenso né rimborso.
Tornando ai fatti, avevo investito molte energie assieme alla mia segreteria affinché la direzione comunale del 9 gennaio si svolgesse senza intoppi che potessero pregiudicare le primarie. 
Questa data era stata fissata all’unanimità, Andrea compreso, dalla direzione comunale del 23 dicembre 2013, la mia prima direzione da segretario comunale. 
Tutti erano d’accordo che il 9 gennaio chi voleva dichiarare l’intento a candidarsi doveva farlo davanti ai 52 delegati che compongono la direzione comunale. 
La sera del 9 gennaio Andrea e Eleonora Proni hanno dichiarato la loro intenzione a candidarsi davanti a una platea di una cinquantina di persone. 
Ne è seguito un dibattito ricco e propositivo, si sono susseguiti quindici interventi. Alcuni hanno espresso una preferenza per la Proni, cinque si sono limitati a fare valutazioni positive sulle primarie, uno ha chiesto una candidatura unitaria suggerendo ad Andrea di ripensarci e una delegata si è espressa a favore della proposta di Leggieri. 
Ci tengo a sottolineare, per fugare le malelingue, che il dibattito si è svolto civilmente, non si sono verificate interruzioni, non è accaduto che più persone si siano parlate sopra e nessuno ha alzato il tono della voce. 
Alla fine del dibattito durato oltre due ore è intervenuto il segretario provinciale Michele De Pascale.
Verso mezzanotte e venti la direzione è finita e quasi tutti i delegati se ne sono andati. A quel punto Andrea chiede di parlarmi e mi dice che dato l’andamento della serata deve prendere una riflessione per ragionare se proseguire con la sua candidatura. 
Gli evidenzio subito che, a mio parere, ha commesso un errore macroscopico, perché una tale dichiarazione doveva farla davanti a tutti i delegati che fino a qualche minuto prima erano lì e che lui aveva salutato calorosamente. 
Io credo, sia per una questione di rispetto sia di metodo, che se uno decide di candidarsi e lo fa con un discorso di quasi mezz’ora davanti a una platea non può la sera stessa, se vede mutare le ragioni della sua candidatura, starsene muto arroccandosi dietro una banale scusa, cito testualmente “il dibattito era fitto e non ho ritenuto opportuno, né forse ne avremmo avuto la lucidità, di riaprire la discussione”, e riferirlo a riunione finita solamente al sottoscritto. 
Il dibattito è stato sicuramente fitto,  ma vi erano i modi e i tempi per intervenire. Quella era l’unica sede giusta per comunicare le proprie scelte, per rispetto verso i delegati e le procedure di un partito. 
Troppo comodo evitare di esternare le proprie riflessioni in pubblico, esponendosi al contraddittorio, preferendo farle il giorno successivo attraverso il blog personale e di fatto delegittimando la sede dove queste considerazioni andavano fatte. 
Quando Andrea dice che le sue riflessioni avrebbero prolungato la discussione fino a tarda notte, non vedo dove fosse il problema, anzi il problema lo ha creato standosene in silenzio. Non si può rimproverare il proprio partito di essere chiuso e poi chiudersi in se stessi, mezz’ora o un’ora in più di discussione non avrebbero turbato nessuno. 
Per altro non è affatto vero, e mi fa piacere che Andrea nei giorni successivi lo abbia riconosciuto, che vi fosse un regolamento che proibiva il diritto di replica, il verbale riporta che l’ho concesso a una delegata senza scatenare tumulti in sala. 
Una semplicissima questione di buon senso.
Questo errore di Andrea ha prodotto quella successione di comunicati, contro-comunicati e lettere che sono apparse sui siti di informazione e sui quotidiani locali. Io sono profondamente rammaricato per come la vicenda è apparsa agli occhi dei lettori, perché come ricordato all’inizio avevo lavorato molto per la riuscita della serata.
A mio avviso Andrea è responsabile (volutamente?) di questo scenario caotico, perché se lui avesse esternato le sue riflessioni davanti a tutti sarebbe stato sufficiente un solo comunicato, che avrebbe riportato i motivi della sua decisione e non ci sarebbe stato spazio per comunicati di precisazione. Invece, preferendo stare zitto, e parlandomene post-direzione in privato, mi ha messo in una situazione scomoda, considerando che ero segretario da venti giorni. Io non ho avuto altra scelta che riportare nel comunicato quello che tutti avevano visto. 
Cosa avrebbero pensato le cinquanta persone presenti se il giorno dopo leggevano un comunicato che riportava fatti non accaduti in loro presenza? Che il neo-segretario post-direzione aveva alzato il gomito oppure se ne infischiava e scriveva quello che gli passava per la testa.
Tornando seri, il giorno successivo Andrea, via telefono, mi ha chiesto di cancellare il comunicato, richiesta che ho immediatamente rispedito al mittente. Di conseguenza mi ha risposto che non poteva sottrarsi a scrivere un comunicato di precisazioni.
Per carità, legittimo, ma torniamo sempre al punto principale, la credibilità è tutto e queste riflessioni dovevano essere fatte in direzione comunale non in un post sul blog personale e sui social network. 
Non si può pretendere che tutti abbiano Facebook, per esempio io non sono iscritto, o siano a
conoscenza del blog.
Il pomeriggio del giorno successivo alla direzione, come riportato da Andrea sul suo blog, ci siamo incontrati alla sede del PD in presenza di Eleonora Proni e di due membri della mia segreteria: Fabio Bassi e Lorenzo De Benedictis. In quell’occasione Andrea ci ha esposto il punto cruciale delle sue perplessità: solo un delegato aveva espresso una posizione favorevole alla sua proposta. 
Mi si permetta di osservare che questa argomentazione non regge, perché per candidarsi alle primarie non conta assolutamente nulla cosa pensino i membri delle direzione comunale, quello che conta è il parere di chi si reca a votare il giorno delle primarie.
Seguendo il ragionamento di Andrea, Matteo Renzi non avrebbe dovuto partecipare alle primarie del 2012 dato che contava appena l’1% dei favori in direzione nazionale. Ripeto l’1% in direzione nazionale e tutti sappiamo che prese il 35,5% al primo turno delle primarie. Vedo incoerenza nel ragionamento di Andrea, perché da un lato invoca a gran voce un PD aperto e contendibile, ma nei fatti si sofferma sui pareri espressi dai membri della direzione comunale. Il lato innovativo del PD è proprio quello di aver ribaltato la logica di selezione delle cariche monocratiche, attraverso il meccanismo delle primarie, a differenza di quanto accade nei partiti tradizionali dove le decisioni le prende la direzione. In sintesi, Andrea parla di partito aperto, ma ragiona come se il PD fosse un partito tradizionale.
Inoltre, non si può esaltare lo Statuto per le primarie nazionali e considerarlo carta straccia per quelle comunali.
Lo Statuto, cioè la Costituzione del nostro partito, per garantire la partecipazione anche a candidati da “ultimo delle riserve”, citando le parole di Andrea riportate nel verbale, fissa soglie abbordabili per la raccolta delle firme. Regole che dovrebbero andare a genio per un candidato come Andrea, invece a sorpresa no, in un post sul suo blog dice che la soglia è “scandalosamente bassa”. 
Una presa di posizione incomprensibile che hai il sapore amaro della polemica gratuita. Sottolineo, come riportato a verbale, che in accordo con la mia segreteria durante la direzione comunale ho rimarcato come tutti i candidati sarebbero stati aiutati nella raccolta delle firme. Ricapitolando, numero di firme ridotto e aiuto da parte del partito nella raccolta, dove sarebbe l’ostilità verso la tua proposta?
Per correttezza, quando Andrea dice che i gruppi dirigenziali del PD di Bagnacavallo gli sono ostili, sbaglia per due ragioni: primo, anche la segreteria è un organo dirigenziale e ha assunto una posizionesuper partes, secondo, durante la direzione comunale sono intervenuti in quindici e ciò significa che più di trenta, una netta maggioranza, non ha espresso un parere né a favore né contro.
Quando Andrea dice che “se ci sono le condizioni politiche di fare le primarie appena appena degne di tal nome benissimo, io ci sono, altrimenti AMEN!” non capisco cosa intenda per condizioni politiche. Va riconosciuto alla direzione comunale di aver votato all’unanimità, ribadisco all’unanimità, l’organizzazione delle primarie aperte.
Come ho già detto per candidarsi serve un numero molto basso di firme, quindi la dirigenza non si è dimostrata affatto chiusa come si vuole far credere. I fatti sono questi, il PD di Bagnacavallo, come voluto fortemente dal sottoscritto e dalla sua segreteria, ha creato tutte le condizioni politiche perché chiunque possa partecipare alle primarie del centrosinistra. Non vedo coerenza in chi per mesi invoca primarie aperte e poi quando queste sono organizzate si tira indietro.
Sulla questione “programma” enfatizzata da Andrea per rimarcare come Eleonora non ne avesse presentato uno in occasione della sua candidatura, vanno fatte doverose considerazioni. Primo, come riconosciuto nei giorni successivi da Andrea, Eleonora non era tenuta da nessun regolamento a presentarsi con un programma stampato. Secondo, la serata del 9 gennaio, come scritto all’inizio, era stata fissata il 23 dicembre all’unanimità, anche da Andrea, come un’occasione per manifestare l’intento a candidarsi. 
Se Andrea desiderava che si presentasse anche il programma dove sollevarlo nella direzione del 23 dicembre, non il 10 gennaio attraverso il blog personale. Terzo, a Massa Lombarda, a Conselice, a Cervia, nessuno dei candidati alle primarie ha presentato un programma il giorno che ha manifestato ufficialmente l’intento. Di conseguenza la tesi di Andrea che le “regole di ingaggio” prevedono di vedere il programma del concorrente non trovano fondamento e
semmai, se ritiene che l’altro candidato ne sia privo, dovrebbe ritenersi nettamente avvantaggiato.
Per tutta questa serie di motivi, io credo che non vi siano oggettivi ostacoli che impediscano ad Andrea di proseguire il suo percorso intrapreso il 25 aprile del 2013. Se la semina è stata fatta nel modo corretto, non rimanderei il raccolto, affronterei a viso aperto la battaglia delle primarie e verificherei il reale apprezzamento da parte dei cittadini verso la mia proposta. Giovedì, a carte scoperte, scopriremo se Andrea si candiderà o meno. A me preme, dato il mio ruolo, che passi il messaggio che il PD di Bagnacavallo ha voluto fortemente le primarie e non ha osteggiato la proposta avanzata da Andrea. Io sono giovane, sicuramente inesperto, ma sono una persona corretta e non accetto che si giochi a dileggiare il partito che guido, nella speranza di ottenere un po’ di visibilità.

Enrico Sama
Segretario comunale PD Bagnacavallo


Commentiamo solo questo passaggio ribadendo l’importante annotazione già fatta

Questo errore di Andrea ha prodotto quella successione di comunicati, contro-comunicati e lettere che sono apparse sui siti di informazione e sui quotidiani locali. Io sono profondamente rammaricato per come la vicenda è apparsa agli occhi dei lettori…

A mio avviso Andrea è responsabile (volutamente?) di questo scenario caotico, perché se lui avesse esternato le sue riflessioni davanti a tutti sarebbe stato sufficiente un solo comunicato, che avrebbe riportato i motivi della sua decisione e non ci sarebbe stato spazio per comunicati di precisazione. 


Nessun disturbo per la stampa, anzi, e ci permettiamo di pensare anche per i lettori, gli elettori, se non altro visto l’alto numero dei contatti ai comunicati, alto numero che è segnale di interesse, partecipazione.
Merito anche di un segretario renziano oltre che dello stesso Leggieri?!
Quanto ci sarebbe piaciuto avere altrettanto abbondanza di informazione anche a Lugo, dove la voce della dirigenza del partito è stata: questo è il candidato, così è se vi pare!
Arrigo Antonellini

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