Auser c’è!
Ieri, 3 ottobre 2024, nonostante l’allerta rossa e il perdurare della pioggia incessante, un folto pubblico ha ascoltato il convegno sulle truffe organizzato dall’Auser Volontariato Provincia di Ravenna odv e SPI CGIL nel Salone Estense della Rocca di Lugo. L’incontro verteva sulla prevenzione dei raggiri e delle situazioni pericolose ai danni degli anziani e anche dei più giovani: il titolo in effetti racchiude purtroppo una vasta gamma di età, di estrazione sociale, di titoli accademici ma il comune denominatore è la vergogna, unita a dispiacere e rammarico.

Mauro Marchiani ha portato i saluti dell’Amministrazione, impegnata in una situazione caotica e emergenziale, sottolineando la necessità di avere fiducia nelle forze dell’ordine, senza timore alcuno, concetto ribadito più volte dai tre relatori. Il primo è stato il luogotenente C.S. Corrado La Pira, in servizio a Ravenna presso la Procura della Repubblica, aliquota carabinieri. Raccogliendo le denunce e facendo indagini, si è trovato e si trova quotidianamente davanti a decine e decine di truffe, che cambiano in continuazione. Numeri di banche, identici o mutati di un’unità chiedono dati, cambiamenti di codici, call center e gestori di energia propongono contratti a prezzi agevolati, sono trappole molto diffuse e dobbiamo prestare molta attenzione. Particolare cautela è raccomandata nella risposta: se pronunciamo un “sì” è molto probabile che la telefonata sia interrotta immediatamente e che quel monosillabo sia registrato, inserito in un data base e diventi la nostra risposta alla domanda : accetti termini e condizioni? Senza che ne sappiamo nulla, ovviamente. Ma arrivano dopo questa procedura richieste di pagamenti.
C’è poi il falso amico, cioè un truffatore che evoca un’amicizia, la inventa, estorce e usa nomi di persone reali, chiede soldi o preziosi, riesce addirittura a entrare in casa.
Nella nostra provincia è molto diffusa la truffa dello specchietto, la vittima sente un tonfo , procurato da una pallina da tennis scagliata da un’auto con lo specchietto rotto, viene dichiarata colpevole, abbassa le difese, accetta di pagare 150, 200 euro purché non intervengano né le forze dell’ordine né l’assicurazione. La psicologia della vittima viene intaccata, vacilla.
Molto frequente in provincia, specialmente negli ultimi due anni, il raggiro per opera di un finto carabiniere o finto avvocato: ci sono bande di criminalità organizzata che studiano le vittime, prendono auto a noleggio, evitano i caselli autostradali e le telecamere, cercano vecchi elenchi telefonici per contattare un numero fisso, arrivando a fare fino a 500 telefonate al giorno per raggiungere il candidato ideale, raccontargli un finto incidente di un parente, chiedergli 4000/5000 euro per evitarne l’arresto, mandare un collega in borghese a ritirare tutto il possibile, addirittura una persona ha consegnato il proprio forno a microonde.
La truffa viene definita romantica quando si studia sui social o un uomo o una donna, gli si fa credere di avere interessi in comune per carpirne la fiducia. Si evitano gli incontri dal vivo, si chiedono soldi per svariati motivi, e quando non vengono consegnati il truffatore minaccia di diffondere video e foto compromettenti.
Ma la fiducia nelle forze dell’ordine, viene ribadito, porta alla risoluzione di molti casi, analoghi e non.
Attenzione anche agli acquisti on line, di oggetti di valore a prezzi stracciati. Può accadere che lo stesso pezzo venga posto in vendita centinaia di volte, con la richiesta di anticipi su postepay, per ora difficilmente tracciabili, su ricariche oppure con bonifico urgente, che non è revocabile.
Pericoloso anche il reverse charge, di solito riservato alla vendita on line dei prodotti: il truffatore porta la vittima ad arrivare al bancomat, fa fare una serie di operazioni di bonifico e difficilmente i soldi vengono recuperati.
Può sempre essere molto utile dire che se ne parlerà col nipote carabiniere, se si è al telefono e arrivano dei sospetti, frase che di solito interrompe la conversazione. Soprattutto però bisogna trovare il coraggio di rivolgersi alla polizia, che, fra l’altro può bloccare i conti nell’immediato e prende in considerazione sia le cifre piccole sia le grandi.
Ha poi preso la parola l’ispettore Stefano Mattia, in servizio presso la Procura della Repubblica di Ravenna, aliquota Polizia di Stato .Ha posto anch’egli l’accento sullo stato d’animo della persona truffata e ha invitato a porre attenzione a muoversi su siti tipo Subito.it e Ebay, ma anche agli sms con numeri sconosciuti con un testo recante problemi di rottura del proprio cellulare e richieste, di denaro, di solito di un figlio alla madre, rivolte al nuovo contatto.
Rilevante, sempre, la dialettica e la capacità verbale dei truffatori
L’ispettore ha riportato diverse cifre di truffe relative alla provincia di Ravenna , in cui si evidenzia un leggero miglioramento rispetto agli anni passati, un calo del 18% a marzo. Infatti migliora l’identificazione dei responsabili, che spesso sono però nullatenenti, e quindi non sempre le vittime vengono risarcite.
Si calcola che in genere solo 4 persone su 10 presentino denuncia e in media sono più uomini che donne. Fra di loro anche dei laureati.
A livello pratico va diffuso il messaggio di non aprire a sconosciuti, anche se in uniforme, anche se mostrano un tesserino; chiamando il 112 si avranno informazioni sulla loro reale identità. Prudenza nei confronti di chi dice di leggere il contatore e di chi si presenta in coppia. In questo caso uno distrae il malcapitato e uno intanto ruba in casa. Attenzione a quando si esce dalla banca o dalla posta, può accadere che arrivi un ladro a casa dicendo di essere un impiegato che deve controllare la somma o l’autenticità delle banconote. Dopo un prelievo bancomat potremmo essere avvicinati da un tipo che sostiene di essere amico di un amico o di un parente e se c’è odore di truffa si deve andare immediatamente in un bar o entrare nella banca
Si devono denunciare anche le truffe piccole, per interrompere la catena perversa dei danni, per evitare che il fatto possa reiterarsi con altri E’ quanto sostiene l’avvocato penalista Andrea Valentinotti, a sua volta vittima di un furto di identità tramite whatsapp.
A volte in questa applicazione di messaggistica puo’ capitare di ricevere l’invito ad aggiungere un numero alla propria rubrica, solitamente la provenienza è dalla Polonia, dallo Sri Lanka, dall’Algeria o da Londra. Esistono data base con milioni di numeri, i messaggi partono tutti insieme. +39 identifica l’Italia, + 44 l’Inghilterra. La soluzione è cliccare su Blocca e Segnala.
Il relatore ha presentato il caso di una convocazione falsa presso la stazione di polizia, con l’accusa di reati in materia di pedopornografia internazionale, addirittura col logo della Polizia di Stato, firmata dal Questore, controfirmata dal Procuratore Capo
Un dettaglio importante: se si acquista un oggetto rubato si va a processo per ricettazione. Segnali inequivocabili solo la richiesta di consegna solo a mano, di contanti, di banconote di piccolo taglio, e di banconote non segnate. Frequente l’estorsione: un uomo è convinto di chattare con una bella ragazza, col solito corredo di foto e video e poi ricatto: mai pagare per bloccare le foto che girano, girerebbero ugualmente. La querela, che si fa gratuitamente, deve essere presentata entro 90 giorni E’ possibile la costituzione di parte civile anche per danni morali. Data la scaltrezza e la preparazione informatica c’è da pensare che le truffe di oggi siano diverse da quelle dell’anno prossimo, più sofisticate, innovative.

Gli interventi sono stati molto apprezzati e qualcuno dei presenti ha aggiunto considerazioni e chiesto ulteriori chiarimenti. Il riassunto finale: può capitare a tutti di cadere in trappola, detto in dialetto: l’ora de quaio’ la vei a cà d tot, che si può declinare anche: l’ora de ciù la vei a cà d tot. Molto chiaro e incisivo

