Home pavaglionelugo.net Luoghi, eventi e paesaggi che definiscono le celebrazioni per Dante Alighieri

Luoghi, eventi e paesaggi che definiscono le celebrazioni per Dante Alighieri

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Il Treno di Dante a Crespino del Lamone, la stazione più alta

Il 750° anniversario della nascita di Dante Alighieri (1265-1321), che precede di sei anni il 700° della morte, rappresenta una ricorrenza di grande rilievo nella storia italiana, ma è anche un evento di rilevanza mondiale.



Perché Dante rappresenta un momento di svolta nella crescita culturale del mondo. Celebrare Dante, mentre perdura la sua fama presso un pubblico internazionale, vuol dire riaffermare un valore condiviso anche nel XXI secolo. Tra il 2015 e il 2017, in Italia sono previste 187 manifestazioni e ben 173 eventi all’estero. Si tratta di mostre, concerti, rappresentazioni teatrali, installazioni e, ovviamente, di letture, che coinvolgono i massimi protagonisti della scena culturale internazionale.

Tali celebrazioni del padre della lingua italiana, dopo l’Unità d’Italia, hanno sempre incentivato importanti progetti collegati all’architettura, all’arte e al paesaggio. Un esempio fra tutti, negli anni Trenta, è il progetto per il Danteum a Roma, un edificio altamente simbolico e ispirato alla Divina Commedia, proposto dall’architetto Giuseppe Terragni, con a fianco il pittore Mario Sironi.

Le città italiane, che intendono meglio ricordare Dante, sono Ravenna, Verona, Firenze, a cui si è associata Mantova, l’attuale capitale della cultura. Le quattro sedi sono riunite nel programma Dante 2021. Alla Biblioteca Classense di Ravenna, si è conclusa la mostra “La biblioteca dell’architetto Camillo Morigia. I libri, le incisioni, i disegni all’origine del progetto architettonico del sepolcro dantesco”, dedicata all’autore del sepolcro dantesco, inaugurato nel 1782. Da decenni, Ravenna è teatro di eventi danteschi, di anno in anno sempre più numerosi. 


Da quest’anno il rapporto tra il Festival e Dante diventa quotidiano. Nei mesi estivi, da maggio, giovani artisti animano i chiostri francescani con spettacoli danteschi. Per favorire la rassegna, che identifica la zona dantesca al centro della città, si apre un bando internazionale per ricevere proposte artistiche adeguate. Dal 2017, per rappresentare il capolavoro dantesco, il Ravenna Festival considererà come palcoscenico l’intero spazio urbano, dalle piazze alle archeologie industriali, fino alle dune della pineta.

Nel Castello Sforzesco a Milano, le celebrazioni sono iniziate con la mostra “Dante e le arti”, suddivisa in tre sezioni, di cui una è “Cibo e Convivio nell’età di Dante”. Nella sezione “Dante e il cinema”, curata da docenti dell’Università Statale, la tradizionale lettura filologica si coniuga con forme più accattivanti di immediato impatto, come filmati, brani musicali e gallerie d’immagini. Tutto gravita intorno alla presenza della Divina Commedia nella filmografia mondiale, messa in luce sotto in ogni sua possibile forma: personaggi, trasposizioni, riferimenti, citazioni, memorie, suggestioni.

La “Maratona Infernale”, fino al 2021, propone una rilettura contemporanea delle spazialità dell’Inferno dantesco. Ai 34 canti sono accostate immagini in movimento del patrimonio storico-artistico e naturalistico d’Italia, contribuendo così a far riscoprire la Divina Commedia in luoghi suggestivi. In un viaggio emozionale di 7 ore di durata, sequenze di immagini mostrano strade e borghi, acque e campi, boschi e radure, industrie e rovine. Ad intero progetto realizzato il film sarà di 21 ore.

Dopo aver già incantato 700.000 spettatori, a Napoli, nelle edizioni realizzate nelle Grotte di Pertosa e di Castelcivita, “L’Inferno di Dante” continua le sue rappresentazioni, con il suggestivo allestimento ospitato nel Museo del Sottosuolo di Napoli. Lo spettacolo si concretizza in tre momenti, ciascuno collocato in una sala differente del Museo, che si sviluppa per circa 3000 mq, a 25 metri sotto piazza Cavour, a pochi metri dal Museo Archeologico.

Nei boschi incontaminati dell’Appennino Tosco Romagnolo, è ancora viva la presenza di Dante: sono questi i luoghi in cui egli è vissuto in esilio, ha sofferto e ha trovato ispirazione per evocare paesaggi e per cantare figure indelebili nella storia e nell’immaginario collettivo. 


L’itinerario del Parco Letterario Le Terre di Dante, in Toscana e in Romagna, fa conoscere ciò che il Poeta ha vissuto e narrato; attraverso l’incontro con natura, arte, cultura e storia. 

Da Faenza, inizia il Treno di Dante, una tratta ferroviaria, la Faentina, che il tempo ha voluto come collegamento tra Firenze e Ravenna.

Tuttora è immensa è la popolarità di Dante e l’interesse che egli riscuote, in tanti paesi stranieri. Come dimostrano, le Società dantesche presenti nel mondo, in Germania, in Inghilterra, in Francia, in Olanda, in Giappone e in America. A Buenos Aires, in Argentina, nel suggestivo scenario del Palacio Barolo, una costruzione dell’architetto Mario Palanti ispirata alla Divina Commedia, prende avvio il progetto teatrale “Paradiso Divina Commedia” dell’autore Gonzalo Villanueva.

Nel 1919, Luis Barolo inizia a costruire un monumento destinato a conservare le ceneri di Dante, dove sarebbero state difese per gli anni futuri. L’edificio, oggi monumento storico nazionale, è giudicato un singolare esempio di “architettura esoterica”. Si trova al 1300 di Avenida de Mayo, che corrisponde al secolo della Divina Commedia. E’ alto cento metri come lo sono i canti della Divina Commedia: l’Inferno occupa il primo piano con statue di animali spaventosi, il Purgatorio dal quarto e quindi il Paradiso dal ventiquattresimo piano, con una cupola terminale e un grande faro, l’empireo, che illumina la notte di Buenos Aires.

Gabriele Gardini

 

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