Piace ascoltarlo

Ero Renziano della prima ora, convinto dalla rottamazione, non condivido la sua uscita dal PD, per la sua personale visibilità, presunzione.
Ma con l’aria che tira è l’unico della sinistra che si ascolti con piacere, che dia speranza agli antisalviniani, che sappia darci un briciolo di fiducia, di speranza.
La politica oggi si fa con i leader, senza si perde, si vivacchia, e che Renzi lo sia un leader, almeno quanto lo è Salvini, è fuori discussione.
Renzi ad oltre il quaranta per cento dei consensi ci è arrivato, Salvini ancora no, e come fece Berlusoni nei suoi anni, i leaders perdono ma poi possono rivincere, se sono dei leader.
Il problema è semmai che Renzi sa di esserlo, anche troppo, e non sai mai esisti leader che siano anche modesti.
Impossibile dimenticare comunque che è stato Renzi a regalarci Mattarella alla Presidenza, che è stato lui a farci evitare il suicidio delle elezioni anticipate, che continua, sicuramente a ragion veduta, a sottolineare che si voterà quando lo dice la nostra Costituzione.
Fondamentale ora che anche Di Maio e Zingaretti condividano questa cosa; l’alternativa, lo sanno tutti, è dare il Paese ai barbari: tieni Salvini, queste sono le chiavi, noi togliamo il disturbo. Per quanto, cinque anni? dieci?
Arrigo Antonellini

