La Compagine di Gianni e Paolo Parmiani
Azione Teatrale ispirata ai fatti di Bagnacavallo del Due di Maggio del 1898
L’azione Teatrale è ispirata ai famosi e tragici fatti di Bagnacavallo del Due di Maggio del 1898, noti anche come “la rivolta del pane”. Una gran folla di persone, uomini e donne, si radunò quel giorno in piazza al grido di “pane e lavoro”. Quella povera gente manifestava una realtà di fame e disperazione. Le forze dell’ ordine intervennero per sedare il tumulto. Ne seguirono resistenze, mi-nacce, scontri, lanci di sassi… Molti rivoltosi furono arrestati.
Il processo, iniziato a Ravenna il 24 agosto 1898, portò alla condanna di quasi tutti i 51 imputati , con pene variabili fino a quattro anni di reclusione.
Ma quel processo non fu chiamato in alcun modo a stabilire chi fosse stato tuttavia responsabile dell’ uccisione indiscriminata di quattro persone, forse pacifici manifestanti, forse semplici passanti. La storia rovente di quei giorni non fu dunque capace allora di raccontare agli uomini di sempre il trionfo della giustizia, ma solamente le amare e tragiche vicende di una lotta senza tempo, il cui ricordo suona oggi come un diritto alla vita…
Prima dello spettacolo verrà consegnato pure il Premio alla memoria della Regista di Sipario Aperto, Lilia Flamigni, prematuramente scomparsa, che viene assegnato ad eminente personaggio sia del Teatro Romagnolo che abbia concorso a scrivere la storia del nostro teatro in vernacolo, sia a personaggi che abbiano culturalmente inciso sulla nostra lingua romagnola e sulle sue tradizioni.
GIUSEPPE BELLOSI
Motivazione:
Il fascino del ricordo e della conservazione è per Giuseppe Bellosi come un lampo accecante nella nostra letteratura, ma anche grande bagliore di connessione alle esperienze della nostra terra di Romagna. Un amore, il Suo, che abbraccia le tematiche più svariate, attingendo agli “odori” della nostra terra così pregna di storia e di esperienze vissute attraverso l’uso di un linguaggio diretto e orale. Se la nostra Romagna sarà conquistata dai processi di globalizzazione, e lo sarà per forza, statene certi che Giuseppe sarà l’ultimo nostro Paladino.
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2008
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Arturo Parmiani
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2009
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Comune di Lugo
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2010
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Gianni e Paolo Parmiani
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2011
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Aurelio Angelucci
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2012
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Rita Sandrini
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2013
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Claudio Tura
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2014
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Carmelo Pace
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2015
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Associazione
Friedrich Schürr |
GIUSEPPE BELLOSI
Giuseppe Bellosi (in romagnolo Jusëf d’Piacöt) si occupa della documentazione e dello studio dei dialetti, della letteratura dialettale e delle tradizioni popolari della Romagna, alla cui conoscenza ha contribuito sia con ricerche sul campo in tutto il territorio romagnolo sia attraverso articoli e libri. Nel 2000 gli è stato assegnato il Premio Guidarello. Dal 2015 fa parte del Consiglio Direttivo dell’Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia Romagna.
Tra i suoi i volumi ricordiamo Cento anni di poesia dialettale romagnola (con G. Quondamatteo, Grafiche Galeati,1976), Vi do la buonasera. Studi sul canto popolare in Romagna: il repertorio lirico (con T. Magrini, Clueb, 1982), Verificato per censura. Lettere e cartoline di soldati romagnoli nella prima guerra mondiale (con M. Savini, Il Ponte Vecchio, 2002), Halloween. Nei giorni che i morti ritornano (con E. Baldini, Einaudi, 2006), Tenebroso Natale. Il lato oscuro della Grande Festa (con E. Baldini, Laterza, 2012). Ha tradotto l’ultimo monologo teatrale di Raffaello Baldini, La Fondazione (a cura di C. Martignoni, Einaudi, 2008).
A tale attività ha affiancato la ricerca poetica con le raccolte I segn (Edizioni del Girasole, 1980), E’ paradis (Moby Dick, 1982), Bur (Marsilio, 2000), Requiem (La Mandragora, 2014).
Presentando al botteghino la stampa di questo articolo cliccando in fondo si “Stampa questo articolo” l’ingresso a 7 euro invece di 10.
Arrigo Antonellini
