La storia di 35 anni vissuti nel mondo delle corse ripercorsi nella conviviale del Lions Club di Lugo
di Monia Savioli

Trentacinque anni vissuti nel mondo delle corse. E ventuno trascorsi in Formula Uno. L’imprenditore faentino Giancarlo Minardi ha raccontato ai soci del Lions Club di Lugo guidato dal presidente Antonio Baracca, durante la serata conviviale organizzata all’hotel Ala d’Oro, le tappe della sua esperienza vissuta a stretto contatto con i piloti ed i personaggi che hanno e continuano a segnare il passo del mondo dei motori.
Il primo ricordo è datato 1972, quando gli amici Francesco e Franco Liverani gli chiesero sotto al loggiato del Pavaglione di gestire la scuderia del Passatore. Da lì l’avvio di quella avventura che ha portato Minardi a conoscere e a rapportarsi con l’ing. Ferrari dopo un incontro a Modena durato 6-7 ore durante le quali – ricorda Minardi – “ho fumato due pacchetti di sigarette anche se davanti a lui non si poteva. Ma non lo sapevo e lui non disse niente. Ero un po’ nervoso”.
La grande avventura in Formula uno inizia per la Minardi nel 1985 con la vettura pilotata da Pierluigi Martini nel Gran Premio del Brasile “quando con i tecnici si parlava più dialetto romagnolo che inglese” per concludersi poi nel 2005 quando – spiega Minardi – “non era più possibile combattere con i grandi team” ed gli alti costi della Formula Uno.
La consolazione ed insieme l’orgoglio più grande è che il passaggio alla Toro Rosso ha permesso di far crescere ulteriormente la realtà dalle radici faentine. “Nessuno dei centotrenta dipendenti, tranne i 2 o 3 più fedeli, è stato lasciato a casa ed oggi l’azienda impiega 350 persone. Tanti – sottolinea – la chiamano ancora il team di Faenza”.
L’obiettivo del presente, condiviso con la Federazione, è di sformare i prossimi piloti di Formula Uno. Un paio di nomi si affacciano dall’alto della lista, entrambi impegnati nella Ferrari Driver Academy, Antonio Fuoco e Raffaele Marciello.
I ricordi, sollecitati dalle tante domande dei soci Lions, hanno riportato l’attenzione ai grandi incontri, come quello con l’avvocato Agnelli, accompagnato da Luca Cordero di Montezemolo, vissuto alle 7 del mattino fra box deserti. “Mi chiese – ricorda – cosa costasse di più fra auto, barche e donne. Ci pensai su e gli dissi: se non la sa lei la risposta”.
Monia Savioli

