L’INAPP, Istituto Nazionale per le Analisi delle Politiche Pubbliche è un Ente pubblico di ricerca, di rilevanza nazionale, vigilato dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, che si occupa di studio, monitoraggio e valutazione delle politiche pubbliche negli ambiti del lavoro, istruzione e formazione, protezione sociale, politiche attive e passive del lavoro, terzo settore, inclusione sociale, e delle politiche che producono effetti sul mercato del lavoro.
In questi giorni ha lanciato un segnale di pericolo molto pressante: senza più occupati e contribuenti attivi, l’inverno demografico metterà a rischio sviluppo e welfare.
La crescita è condizionata, più che mai, dall’impatto dell’invecchiamento demografico sulla popolazione in età di lavoro e sulla sostenibilità della spesa sociale, e dall’influsso della tecnologia digitale sull’invecchiamento delle professioni e sulla mobilità del lavoro.
Oltre all’allarme l’Inapp ha presentato alcune proposte su due direttrici. La prima riguarda la rigenerazione della popolazione attiva, attraverso l’inserimento al lavoro degli inattivi: 7,8 milioni di donne tra i 15 e i 64 anni oggi fuori dal mercato del lavoro, di cui 1,2 milioni disponibili a lavorare. Nelle regioni del Sud, la quota di inattive disponibili supera il 23%. Secondo i dati, l’80% delle donne che non lavorano cita motivi di cura familiare; metà di loro accetterebbe un impiego anche per salari inferiori a 1.000 euro netti mensili.
Accanto a questo, l’Inapp indica la necessità di politiche di “terza e quarta generazione” per prolungare volontariamente la vita lavorativa, con formazione continua, gestione dell’età, flessibilità e sicurezza per valorizzare le competenze dei lavoratori maturi: oggi, il 54,9% degli occupati ha più di 45 anni.
La seconda direzione riguarda la sostenibilità della spesa sociale. Nel 2024 la spesa pubblica per prestazioni sociali ammontava a 587,5 miliardi di euro, pari al 59,3% della spesa corrente, ma solo 57,1 miliardi erano destinati all’assistenza sociale e meno della metà in servizi diretti. Occorre differenziare le politiche della terza età, distinguendo tra anziani attivi e i 4 milioni di over 65 non autosufficienti, potenziando i servizi di prossimità e riformando l’assistenza, in linea con la legge 33/2023 e le riforme del Pnrr.
La sostenibilità del mercato del lavoro e delle prestazioni sociali dipende dalla capacità di rigenerare la popolazione attiva, di aumentare il numero assoluto di occupati e contribuenti, con particolare attenzione al segmento femminile, sostiene l’Inapp.
Al centro del dibattito c’è in prevalenza il tema della rigenerazione urbana, ma è urgente affrontare la rigenerazione della popolazione attiva, per allargare la forza lavoro in uno scenario di inverno demografico che rischia di minare la crescita italiana e rendere insostenibile la spesa previdenziale.
Quando molti politici dei paesi occidentali demonizzano l’immigrazione e spingono per l’andata in pensione il più velocemente possibile, dovrebbero riflettere sul fatto che siamo seduti su una bomba ad orologeria, che potrebbe esplodere nei prossimi anni e distruggerci tutti.
Tiziano Conti
