Venerdì scorso si è aperto il Meeting per l’amicizia dei popoli a Rimini.
Ricordo ancora quando nell’agosto del 1980 con alcuni amici organizzammo un pullman per andare alla giornata inaugurale del primo Meeting: da allora ho sempre guardato con affetto a questa manifestazione, ho preso le ferie per lavorare durante le prime edizioni (ero tra coloro che accompagnavano gli ospiti agli incontri nei posti loro riservati), quando si svolgeva nella Fiera vecchia, successivamente sono andato anche ad alcune conferenze.
Due eventi delle prime giornate del Meeting di quest’anno mi hanno colpito profondamente.
Due donne segnate da due sofferenze radicalmente diverse hanno testimoniato che il dolore non è stato cancellato, ma ha trovato una strada verso l’amicizia e la speranza.
Roseline Hamel, sorella di padre Jacques Hamel, assassinato il 29 luglio 2016 nella chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray (nord della Francia, vicino a Rouen) mentre celebrava Messa e Nassera Kermiche, madre di Adel, uno dei due giovani responsabili dell’attentato, hanno raccontato il percorso che le ha condotte a cercarsi e a diventare “sorelle di dolore”.
I due attentatori, tentando la fuga all’arrivo della polizia, furono uccisi. La notizia della morte del sacerdote raggiunse Roseline poco dopo, mentre Nassera apprese prima del coinvolgimento del figlio e poi della sua morte. Roseline e Nassera hanno scelto di incontrarsi, senza permettere che fosse l’odio ad avere l’ultima parola.
La loro storia, raccolta nel libro “Sorelle di dolore”, pubblicato in Italia da Edizioni Ares e Libreria Editrice Vaticana, è diventata una testimonianza pubblica sulla possibilità che due ferite apparentemente inconciliabili possano diventare una strada per la speranza.
E poi la visita di Papa Leone, accolto come un grande leader da tutto il popolo del Meeting.
Tutti i media ne hanno parlato, si poteva vedere in diretta su RaiNews24.
Un passaggio del suo discorso mi è rimasto particolarmente impresso, quando ha detto: “Possiamo immedesimarci l’uno nell’altro, ascoltarci e diventare amici, tra persone e quindi anche tra popoli. Prima di confini, definizioni e istituzioni ci sono sempre le persone.”
La persona, gli uomini e le donne sono il cuore del destino del mondo e chi vuole costruire il futuro deve per forza passare da lì.
Gli autocrati del mondo di questi anni sono chiamati a qualche riflessione in più, per il bene dell’umanità!
Tiziano Conti
Frame da YouTube, dell’incontro tra Roseline e Nassera

