REMO CARAVITA: UNA VITA CHE E’ STATA E CONTINUERA’ AD ESSERE TESTIMONIANZA
Nelle prime ore di mercoledì 5 agosto, dopo una lunga malattia, che però non gli ha impedito – ma solo limitato – l’attività sui vari versanti associativi di suo interesse, Remo Caravita (Gennaro all’anagrafe) ci ha lasciato all’età di ottantacinque anni: la notizia, prontamente circolata nella zona del lughese, particolarmente nella frazione di San Potito nella quale viveva assieme alla moglie Anna, ha creato subito sgomento e un vuoto che sarà difficilmente colmabile.
Dopo aver conseguito il diploma di Ragioniere all’Istituto Tecnico di Lugo ed aver assolto il servizio militare nel Corpo degli Alpini (questo tema ricorrerà più avanti), Remo aveva prestato alcune attività lavorative presso aziende del lughese per poi essere assunto, nei primi anni ’70, agli Istituti Riuniti di Cura e Ricovero presso la casa di riposo Sassoli, in viale degli Orsini: questa circostanza è stata ben rappresentata al termine della cerimonia funebre, dall’allora Presidente dell’Istituto, dott. Bruno Cristofori, che ha ricordato il ruolo importante avuto da Remo all’inizio della sua prestazione lavorativa, quando partecipò attivamente alla progettazione, alla realizzazione ed all’avvio della ristrutturazione della residenza per anziani, vero esempio di recupero di un edificio storico, in modo funzionale e nel rispetto dello stile, in uno dei contesti urbani di maggior pregio nel centro cittadino.
Una prima annotazione su come Remo abbia sempre inteso il rapporto di lavoro viene anche dalla modalità con cui si rapportava agli ospiti, dispensando sempre saluti e soffermandosi spesso a parlare per valorizzare l’interlocutore, che si sentiva così considerato non solo un assistito ma soprattutto una persona bisognosa di rapporti umani. Sempre con attenzione ed oltrepassando il ruolo di “economo” che gli imponeva il suo rapporto di lavoro, egli coglieva ogni occasione per rallegrare momenti di convivialità attraverso piccoli spettacoli ed anche uscite di gruppo per semplici merende all’aperto o visite a monumenti della nostra zona.
La vocazione associativa, che si esprimeva nella sua costante partecipazione a gruppi, aveva alla base il senso dell’amicizia e della condivisione di obiettivi comuni, che andavano dalla compagnia per il tempo libero alla responsabilità per imprese di rilevanza economica e sociale. Non è un caso che abbia tuttora seguito, dopo più di 55 anni, l’esperienza del riposo e dello svago, nella ricerca di funghi ed altre amenità, che partì dalla gestione dell’albergo dismesso del Passo del Muraglione fino all’attuale “Canonica” della Chiesa di Sommorio, comune di Casola Valsenio, immersa nel verde dell’Appennino Romagnolo, dove amici storici hanno continuato ad incontrarsi per i periodi di ferie, ma non solo, dovendo poi provvedere anche a tutte le necessità che comporta una residenza estiva di gruppo.
Vengono poi le esperienze all’interno del Circolo Acli di Lugo, che lo ha visto sempre in qualità di Socio e, spesso, in quello di componente del Consiglio di Presidenza, come anche in questo periodo: all’appartenenza ideale alla storica Associazione dei lavoratori cristiani ha sempre aggiunto la disponibilità a collaborare in aspetti organizzativi e, come si dice solitamente, a “sporcarsi le mani” aiutando al meglio come volontario per le varie manifestazioni.
Di grande significato la sua partecipazione come Socio Fondatore, poi subito come Vice Presidente per circa 40 anni, alla Cooperativa Esseci Lugo, costituita a metà del 1976 e di cui sarà celebrato, il mese prossimo, proprio il cinquantesimo anniversario: di questa ricorrenza si era parlato con Remo proprio nella fase di pianificazione delle attività, alcuni mesi addietro, e la sua disponibilità a collaborare anche in questa occasione non era venuta meno: nei giorni 5, 6 e 7 settembre, presso il piazzale adiacente il Supermercato Crai Esseci, dove avranno luogo le varie manifestazioni dell’evento, Remo sarà certamente presente, in modo diverso da tutte le altre volte in cui c’è stata qualche manifestazione, attraverso lo spirito che lo ha sempre animato ed il ricordo di tanti che l’hanno conosciuto. In Esseci ha fin dall’inizio seguito con attenzione e scrupolosa cura gli aspetti amministrativi e sociali, non disdegnando anche collaborazioni molto concrete come quelle, nei primi anni di vita della cooperativa, di allestire gli scaffali la sera, dopo cena, per colmare carenze di personale, ed avendo sempre presente la finalità principale per la quale era nata la cooperativa fra consumatori, ossia quella di praticare i prezzi più bassi possibile per venire incontro alle necessità di spesa delle famiglie dei soci, poi anche dei consumatori in genere.
Si è detto sopra del servizio militare svolto nel Corpo degli Alpini: nella Romagna, che è sempre stata – si diceva – terra di arruolamento di alpini, la relativa associazione di veterani si è distinta per numerosità e vivacità nel Gruppo di Lugo anche grazie alla sua convinta partecipazione e promozione di eventi, da quelli conviviali a quelli in sostegno ai soccorsi in aree del paese colpite da calamità di vario tipo. La generosità tipica del suo carattere si è manifestata anche in questo ambito non meno che negli altri che hanno visto la sua partecipazione attiva.
Infine il ruolo di Remo nella cooperazione sociale. Nel 1988, assieme ad alcuni amici impegnati in varie forme di assistenza, è socio Fondatore e Presidente della cooperativa sociale Il Germoglio, che stabilisce la sua sede sociale in coabitazione con il Circolo Acli Lugo ma si impegna ben presto in attività di sostegno in convenzione con la Casa della Carità di Lugo. L’aver specificato l’anno non è un dettaglio: siamo infatti in un periodo in cui cominciano a prendere vita le cooperative sociali, sulla spinta del bisogno e del cambiamento che si sta manifestando nella società, in cui vengono sempre a mancare i sostegni familiari ed è in atto un progressivo innalzamento della vita media. Anche in questo Remo è stato un antesignano: il Germoglio ha dato risposta ad un bisogno di assistenza, in un sistema di incertezze finanziarie ed in un periodo in cui la modalità di sostegno, anche pubblico, di tali iniziative che era solo agli inizi. Sempre tenendo attenzione primaria alla persona, nello stile che ha caratterizzato ogni esperienza di Remo, si è poi sviluppata la collaborazione con il centro diurno occupazionale Il Picchio, in via Emaldi, per l’accoglienza di persone con disabilità: non occorre andare molto indietro nel tempo perché ritorni alla mente il pulmino in cui, guidati da Remo, erano presenti gli ospiti per una uscita in compagnia e un’occasione di socializzazione oltre a quella del lavoro.
Tutto quanto ha visto Remo come promotore, oppure parte fondamentale nella costruzione di un progetto, oggi continua ad esprimere una sua vitalità: in alcuni casi, con formula associativa diversa dall’originale, perché il mondo cambia e queste cose non possono essere trattate con il sentimentalismo ma con la concretezza di formule organizzative nuove ed adeguate. Sullo sfondo, però rimane sempre il volto sereno di un uomo generoso, che si è sempre speso per cause in cui credeva e che hanno contribuito a migliorare la qualità della vita della nostra comunità: per questo lo ricorderemo con grande senso di amicizia e con vivo riconoscimento sentendoci tutti impegnati, finchè ne avremo le forze, a far progredire le iniziative che qui sono state brevemente ricordate.
Anche a nome di quanti si riconoscono in questo mio ricordo, ciao Remo!
Raffaele Clò

