Risoluzione PD in Regione per riqualificare le ex case del genio civile

Mirco Bagnari (PD): ‘Progetti per recuperare spazi abbandonati, sviluppare iniziative imprenditoriali e promuovere il turismo slow’

Lo scorso dicembre, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Anas e Agenzia del Demanio hanno sottoscritto un accordo per la riqualificazione e il riuso di immobili pubblici, a partire dalle case cantoniere, a supporto di nuovi piani di valorizzazione turistico-culturale del territorio italiano.


L’Agenzia del Demanio, nella sottoscrizione del protocollo, si è impegnata a fianco degli altri Enti pubblici a promuovere iniziative che restituiscano nuova vita agli immobili in disuso, anche minori, lungo i più suggestivi percorsi religiosi, culturali e naturalistici italiani, rispondendo così a un’esigenza collettiva sempre più forte di recupero di luoghi pubblici e nel contempo offrendo occasione di rilancio all’imprenditoria turistica.

“In Emilia Romagna contiamo numerosi beni abbandonati lungo itinerari turistici, culturali ambientali di grande valore che, analogamente al progetto pilota dedicato a 30 case cantoniere, potrebbero essere riqualificati e rigenerati offrendo una valida opportunità per realizzare progetti di slow travel e sviluppare iniziative imprenditoriali e sociali” spiega il Consigliere PD Mirco Bagnari, firmatario di una risoluzione dedicata a questo tema.

“Pensiamo che nella nostra Regione si debba procedere all’individuazione e valorizzazione del proprio patrimonio immobiliare pubblico per realizzare progetti concreti di slow travel, rimettendo in funzione beni abbandonati lungo itinerari turistici e culturali di grande valore. Per farlo si possono siglare protocolli, convenzioni e partenariati con enti pubblici e Anas, anche istituendo un brand associabile all’autenticità, genuinità, legame con il territorio.

“Per riqualificare questi spazi ipotizziamo che la Regione individui le somme necessarie nei fondi europei. Un’ulteriore sollecitazione è quella ad attivarsi in tutte le sedi più opportune per la stesura di un accordo, con i competenti enti pubblici interessati, per l’utilizzo delle numerose “ex case del genio civile” o “case di guardia” dei fiumi principali e che, non essendo più destinate alle competenze idrauliche, rischiano di diventare ruderi inservibili e potenzialmente pericolosi. Sono convinto, invece, che si tratti di un patrimonio che può essere recuperato a servizio delle comunità e della valorizzazione dei nostri territori”.

Ufficio stampa Gruppo Partito Democratico
Assemblea Legislativa Emilia-Romagna
Viale Aldo Moro 50, Bologna
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