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Russia e Ucraina

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di ANGELO  RAVAGLIA

Ucraìna, Russia: subito il cessate il fuoco e trattative con un mediatore europeo.

Europa se ci sei, batti un colpo: adesso o mai più.

 

Occorre offrire a Putin una via d’uscita dal tunnel in cui si è cacciato (  e ci ha cacciato) se pur “provocato” dalla guerra strisciante dal 2014 dei separatisti del Dombas. Un pretesto. Lo scopo, peraltro dichiarato, è l’annessione della Ucraina in nome di una visione antistorica  e nostalgica della Russia imperiale.

 La strada maestra sono le trattative e l’ Unione europea deve fare la sua parte da paciere : non buttando benzina sul fuoco mandando armi ed abdicando nel contempo  al suo ruolo storico per cui si è stata creata  e che ci ha garantito la pace dal 1945 .

Europa, se di sei batti un colpo: adesso o mai più. Frau Angela Merkel potrebbe svolgere egregiamente questo ruolo.

Nell’interesse del popolo ucraino, l’aggredito, ma anche di quello russo, l’aggressore.

O vogliamo credere ed illuderci che i carri armati si fermino con le bombe molotov, l’eroismo del popolo ucraino e il grande  carisma comunicativo del presidente Zelensky esaltato dai  media occidentali?

 Oggi occorre prioritariamente limitare i danni al popolo martire ucraino con un immediato accordo per il cessate il fuoco, preliminare alle trattative ed evitare un Vietnam europeo in un paese pieno di centrali nucleari.

Le città dell’ Ucraina non possono essere ridotte ad un cumulo di macerie ancora fumanti come è già successo a Grosznyj in Cecenia ed Aleppo dove è intervenuto il neo zar .

Peraltro, le sanzioni non possono essere l’unica soluzione e vanno bilanciate poiché rischiano di alimentare il vittimismo ed il nazionalismo russo facendo il gioco di Putin che se ne è sempre avvantaggiato. 

In altri termini, occorre far prevalere le vere ragioni del popolo russo, prima di quelle dell’autocrate e degli oligarchi.

Noi siamo legati alla Russia da ragioni geografiche  e di complementarietà economica:  forniamo tecnologia in cambio di materie prime.

Venendo a casa nostra, al porto di Ravenna, già oggi, non arrivano il grano e l’argilla (essenziale per il distretto ceramico di Sassuolo) da Mariupol in Ucraìna .

Nell’epoca della globalizzazione, sta per iniziare un’economia di guerra che con l’inevitabile rialzo dei prezzi avrà come vittime principalmente i non abbienti, ossia i poveri. Per loro la guerra è già doppiamente persa.

 

                                                               Angelo  Ravaglia

Lugo (RA)  8  marzo 2022, Lugo

 

info: 340.5919531

 

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