…alla concorrenza… ma ci tiene anche ai lettori del pavaglionelugo.net!
Lettera aperta al Direttore del Resto del Carlino di Ravenna
Sanità su quattro ruote
Ha ben ragione lo scrittore Paolo Casadio a lamentarsi su queste colonne dei continui spostamenti a cui i pazienti romagnoli sono costretti per raggiungere ospedali lontani per prestazioni di routine o per evitare le fila incrementando in tal modo la sanità privata (convenzionata) .
E’ un andazzo dovuto alla creazione della grande Ausl di Romagna basata sulla chiusura o riduzione di ospedali di piccole e medie dimensioni.
Proprio quelli di cui la recente vicenda epidemia Covid ha dimostrato la grande utilità in quanto presidi sanitari del territorio.
I nodi arrivano al pettine. I disagi sono notevoli considerando il fatto di obbligare alla guida su strade spesso pericolose persone anziane o bisognose di un accompagnatore distolto a sua volta da attività lavorative.
Qualche anno fa alla presentazione del progetto a Ravenna, l’ex Sindaco Matteucci ebbe a dire che il pendolarismo avrebbe favorito la conoscenza delle città della Romagna da parte dei cittadini (sic).
L’allora sindaco di Forli Balzani, noto storico romagnolista, sembrò contento della proposta pur avanzando perplessità.
Non lo sono stati per niente gli amministratori di Imola che hanno sempre rifiutato il progetto della mega Ausl temendo il pericolo di una gestione burocratica ed elefantiaca.
A Lugo un comitato contrario raccolse invano migliaia di firme contro il progetto che depotenziava l’ospedale. I Verdi in Regione votarono contro.
Oggi i pazienti viaggiano per gli ospedali superstiti della Romagna non solo per interventi specialistici alla ricerca della cosiddetta eccellenza, ma anche di routine, per sfuggire tempi di attesa in alcuni casi osceni. Ribadiamo il problema.
L’unica buona notizia per i pazienti è la rimozione dell’obbligo di pensionamento per i medici di base oltre i 70 anni come perseguito finora dalla Direzione generale dell’ Ausl.
Se vorranno potranno rimanere , chiaramente su base volontaria, fino a 72 anni. Ma questa è una recente concessione del Ministero della Sanità, vista l’emergenza nel reperire nuovi medici di base.
A dimostrazione una tantum che il problema maggiore della nostra sanità è la carenza di programmazione da parte degli amministratori, regionali e non.
In conclusione, si può definire l’ Ausl di Romagna una sanità su quattro ruote, a spese dei cittadini: si può migliorare ?
Angelo Ravaglia
Lugo, 5 .11.2025 cell 340.5919531
