Stefano Laghi, globetrotter low cost di Lugo

Il lughese Stefano Laghi sul volo a Nazca due anni fa
Per il ‘grande viaggiatore’ lughese era stata un’avventura pericolosa: la sciagura non lo ha stupito
di Valeria Giordani
La sciagura che si è verificata in Perù sopra le linee di Nazca, un piccolo aereo da turismo precipitato, 13 morti fra cui 7 italiani, nessun sopravvissuto, fa pensare al lughese ‘grande viaggiatore’ Stefano Laghi, che quel tour – proprio lo stesso tour- l’aveva fatto il 27 novembre del 2023.
Il nostro campione del mondo di viaggi low cost.

Per chi non lo conoscesse, Stefano Laghi, operaio 58enne, ha trovato la sua grande passione nella primavera del 2003, con la pubblicità dei primi voli Ryan air da Forlì per Londra, per cifre risibili di 5 o 10 euro. In quel periodo Stefano aveva abbandonato il suo hobby, il volo ultraleggero, per un incidente in cui era rimasto ferito, e cercava un altro hobby. Ha coltivato tanto l’hobby del volo low cost da diventare molto probabilmente tra i maggiori viaggiatori al mondo, titolo che ha rinunciato a perseguire perché le pratiche richieste (e i costi) gli avrebbero portato via mesi e mesi, e risorse che lui ha preferito impiegare a viaggiare. D’altronde, lui documenta i suoi viaggi con una quantità di biglietti aerei, fotografie, cartoline, pubblicazione nei social di tutte le sue rotte e spostamenti. E’ diventato talmente esperto di offerte di voli low cost (e anche di spostamenti ultra-economici nei singoli Stati) che ha passato molti inverni ad acquistare tratte cogliendo velocemente le offerte, per una “tessera” per volta, una dopo l’altra, di un percorso che -magari a zig zag comprendendo i Paesi in cui viene attuato il low cost, fatto per promuovere gli aeroporti minori e i servizi delle relative zone- componevano il mosaico anche di intere circonferenze del Globo, e il tutto per cifre che sono arrivate al suo record anche sotto i 1000 euro; percorsi composti di decine di tratte di pochi o qualche volta molti km, tutte comprate per pochi euro ciascuna. Poi ha lasciato le imprese di inseguire il massimo del chilometraggio al minimo dei costi, e si è dedicato a ‘esplorare’ (sempre low cost) i continenti e le latitudini che non aveva ancora visto; adesso viaggia o soggiorna in Paesi esteri in cui la vita costa molto meno che da noi, spesso ‘scoprendo’ mete turistiche ancora nascenti.
Questo per presentarlo, e a sentire della sciagura che ha distrutto due famiglie italiane in Perù, il pensiero è andato a lui che un viaggio in Perù l’aveva compiuto due anni fa. “ Con una coppia tedesca che cercava compagni per dividere il costo del tour, conosciuta nel piccolissimo ‘aerodrome’ di Nazca (paragonabile e molto simile al nostro di Villa San Martino)noleggiammo un piccolo Cessna 182 Skyline ala alta. Ce ne sono da 4 e da 6 posti; i turisti caduti invece sono decollati da Pisco e hanno utilizzato su un aereo più grande. Già a terra il vento era molto forte e ci guardammo un po’ perplessi. Ma in questi casi la voglia anche di avventura spinge a decidere per il sì piuttosto che rinunciare. Decidemmo per il volo delle 13 perché era l’orario di maggior luce quindi con la possibilità di vedere meglio le figure composte dalle linee sul terreno del sito patrimonio Unesco. Arrivati sulle linee 5 minuti dopo il decollo, passammo 20 minuti di inferno con un vento tale che ci era impossibile anche solo fare foto. Ho scattato oltre 100 foto per ritrovarmene solo 4 utilizzabili. Normalmente è considerato un volo pericoloso; i piloti fanno anche virate strettissime per permettere di vedere tutta la figura che si sta sorvolando e fare buone fotografie escludendo nell’inquadratura il montante dell’aereo; quel giorno precipitavamo anche per 100 metri per poi riprendere quota. La sciagura di ieri non mi stupisce, perché la zona è molto ventosa e il volo è accompagnato da tensioni perché la convinzione dei locali è che gli dèi non vogliono che ci si voli sopra, c’è un senso come di profanazione. Ci sentimmo fortunati a tornare tutti interi. Io non sono un esperto: ma date queste manovre inevitabili in quel luogo, mi aspetto che quando i piloti hanno dato motore per riprendere quota o raddrizzare una virata, il motore abbia fatto cilecca”.
La valutazione dei rischi, la convinzione che tutto sia “come da noi”
In quel tour ci sono state 38 vittime in 18 anni. Tante partenze sono cancellate per le condizioni meteo eccessivamente rischiose; ma il “business” è tranquillizzare e andare.
Gli chiediamo: C’è a tuo parere un eccesso di fiducia, una leggerezza da parte dei turisti in Paesi di cui sappiamo troppo poco? Una ricerca eccessiva di emozioni estreme?
“Lì sono abituati alle condizioni estreme, e questo non li ferma”; (ndr: una notizia ricorrente dal Perù è la caduta sui burroni sulle Ande di interi bus carichi di persone, con un bilancio di vittime sempre molto grave: le strade sono stretti sentieri scavati nelle rocce, e si è vista anche la scena di autisti che davanti a una voragine scendono, tirano giù un’asse di legno, la tendono all’ estremità della voragine e ci fanno passare sopra la ruota del bus con un calcolo di centimetri: cercare su youtube per credere). Le rotte turistiche sono certamente meno avventurose di quelle interne, ma il problema delle infrastrutture e della sicurezza in quei Paesi c’è…..La realtà dei viaggi in quei Paesi è sottovalutata, e un certo marketing abile a proporre il fascino dei luoghi non mette molto impegno nell’avvisare dei rischi. Certamente i turisti nostrani non sono abituati e forse non si aspettano di trovare tali condizioni; e al ritorno la descrivono come un’avventura.
Per la cronaca, raggiungiamo Stefano per un commento mentre si sposta verso l’aeroporto di Bologna: tutto il suo tempo libero, i fine settimana, i ponti, le ferie, lo vedono partire per un viaggio. Non gli manca nessun continente; è stato in 103 Paesi/stati (e ha una fitta collezione di magneti-ricordo sui mobili e frigoriferi di casa); in In Europa gli mancano solo gli Stati di Bielorussia e Ukraina. Non ha contato il numero di viaggi compiuti, ma avendo sempre curato la conservazione della documentazione del viaggio, (compresi i costi incredibilmente bassi) lo farà.
Adesso è in viaggio verso il Kosovo, prima volta.
Potrebbe farlo per altri?
Non potrebbe mettere a frutto la sua eccezionale esperienza, per esempio per l’organizzazione di viaggi, per un lavoro? No, impossibile. Cogliere l’offerta (a parte il tempo passato sui siti ad aspettarla) è una cosa immediata, e rende impossibile consultare altri e aspettare che decidano.
E poi, comprare un tassello di un lungo percorso e non poter mai essere certi al 100% dell’acquisto degli altri, con offerte che si presentano magari mesi dopo, è una responsabilità (anche se ha accumulato tanta esperienza che non gli è mai successo).
“Ma chiunque- assicura- con tempo e costanza può fare lo stesso e girare il mondo low cost”

VALERIA  GIORDANI

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