Di Roberto Drei
Presso il salone Estense della Rocca di Lugo, promossa dal Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale con il patrocinio del comune, si è tenuta una iniziativa aperta al pubblico per fare il punto sulla sicurezza idraulica del territorio, ad un anno dall’alluvione che il 5 e 6 febbraio 2015 provocò ingenti danni, anche a Lugo, dove a Madonna delle Stuoie ed a Lugo Ovest, a seguito della tracimazione del bacino di laminazione del Brignani, adiacente alla via Sammartina, molte case furono allagate, con danni ingenti subiti dai privati proprietari delle abitazioni.
La serata, introdotta dal Presidente del Consorzio di Bonifica, ha visto le comunicazioni dei tecnici del Consorzio, dell’Autorità di Bacino del Reno, del sindaco di Lugo, del consigliere regionale del Pd, Mirko Bagnari, mentre all’assessore regionale, Paola Gazzolo, è toccato il compito di chiudere i lavori della serata.
Il Presidente ed il Direttore del Consorzio di Bonifica hanno aperto la serata.
Il primo ha illustrato lo scopo della iniziativa e presentato i relatori, mentre il secondo ha descritto compiti e funzioni in capo al Consorzio e tracciato il quadro delle situazioni di inondazione e tracimazione che il 5 e 6 febbraio del 2015 hanno interessato quasi il 10% dell’intero territorio provinciale soggetto alla competenza del Consorzio di Bonifica.
Si è detto che le tracimazioni sono state la conseguenza della notevole quantità di acqua caduta nell’arco di 24 ore che unita ad una consistente mareggiata in atto, ha impedito alla rete dei canali di fare giungere l’acqua al mare, mediante il canale destra Reno.
Si è ricordato che il Consorzio di Bonifica è deputato a svolgere solo gli interventi di ordinaria manutenzione sulla rete scolante di sua competenza.
Si è ricordato che nel corso degli anni è notevolmente aumentato il carico antropico al quale facevano riferimento, inizialmente, molte delle opere idrauliche realizzate e l’intero sistema fognario cittadino.
Si è poi posto l’accento sul fatto che la presenza del bacino di laminazione del Brignani che si affaccia sulla via Sammartina, ha mitigato l’impatto del danno alluvionale; un danno che sarebbe risultato ancora più consistente, se il bacino scolmatore non fosse stato realizzato.
Vero, ma allora sarebbe stato opportuno, per completezza di informazione, dire anche che se la idrovora fatta venire il 6 febbraio per svuotare il bacino del Brignani fosse entrata in funzione alle otto della mattina e non nel primissimo pomeriggio, con ogni probabilità nelle case allagate sarebbe arrivata una minore quantità di acqua ed i danni sarebbero risultati più contenuti.
Un particolare del quale non si è fatta menzione.
Importante, inoltre, è stata l’illustrazione dei dati contenuti nel Rapporto 2015 dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) relativi alla classificazione del territorio nazionale in base alla pericolosità idraulica.
I dati del Rapporto Ispra ci dicono che il territorio della Emilia-Romagna è quello che possiede l’indice più alto di “aree ad elevata pericolosità idraulica”, rispetto a tutte le altre regioni ed alla media nazionale.
In Emilia-Romagna queste aree interessano l’11,5% dell’intero territorio regionale, contro una media nazionale che si attesta al 4%.
Scendendo nello specifico dei singoli territori provinciali, il rapporto Ispra 2015 ci dice poi che la provincia di Ravenna con il 22,3% di territorio interessato, ha l’indice più elevato di ogni altra provincia italiana, sempre in relazione alle “aree ad elevata pericolosità idraulica”.
Siamo dunque in presenza di una situazione di “debolezza strutturale” del nostro territorio provinciale e dunque dei Comuni che ne fanno parte, nota da tempo alle amministrazioni comunali, al Consorzio di Bonifica, alla stessa Regione, in quanto le situazioni di dissesto idrogeologico non si formano in un arco temporale breve.
Una situazione di pericolosità che, come quasi sempre avviene nel nostro paese, è stata sottovalutata da chi se ne sarebbe dovuto fare carico, stanziando le risorse necessarie a mettere in sicurezza i territori più a rischio, individuando le priorità di intervento, proprio al fine di evitare ciò che si è verificato il 5 e 6 febbraio 2015.
Un evento che, a suo tempo, ha sorpreso molti amministratori pubblici, ma che non era affatto ineluttabile ed inevitabile, come si è voluto fare credere!
Oggi, a stalla aperta e con i buoi già scappati, si tenta di tranquillizzare i cittadini, discutendo dei progetti già predisposti ma che, al momento, non sono finanziati.
Così nel Bilancio di previsione 2016 del Comune di Lugo vengono iscritti 3 milioni di euro per la realizzazione ex novo di un bacino di laminazione a servizio di Lugo Sud; di questi un milione e mezzo sarà speso nel 2017 ed il restante milione e mezzo nel 2018; sempre a condizione che tali fondi arrivino dal Governo.
Somme iscritte a bilancio ma sulla cui erogazione non vi è alcuna certezza, così come pure i 2 milioni di euro necessari ai lavori di completamento del bacino di laminazione del Brignani, a tutela di Lugo Ovest; somma postata (sempre ammesso e non concesso che il Governo ce li dia), nel 2019!
Ma allora di cosa stiamo parlando e chi è, in realtà, a fare demagogia?
Sono le opposizioni, o è chi governa che non si è dato da fare, come avrebbe dovuto, per garantire ai propri amministrati di non ritrovarsi con la casa invasa dall’acqua?
Di fronte agli allagamenti del 5 e 6 febbraio scorso, il 18 febbraio 2015l’Associazione per la Buona Politica presentò una serie di proposte, per dare un contributo costruttivo alla risoluzione dei problemi, quando sarebbe stato più facile e semplice buttarla in polemica.
Fra le varie proposte, una andava in direzione di aiutare, concretamente, i proprietari privati delle case che erano state invase dall’acqua e che avevano subito danni economici.
Sulla scorta di quanto messo in atto da altre amministrazioni comunali della provincia di Ravenna (come nel caso di Cervia) chiedemmo al sindaco Ranalli di censire le persone che avevano subito danni, proponendogli di applicare, per il 2015, delle riduzioni nel pagamento delle imposte comunali dovute al Comune da parte di questi cittadini.
Un modo, anche con un esborso limitato, per venire incontro alle difficoltà di chi aveva subito danni; un segnale di vicinanza e sostegno a chi, senza avere colpe di sorta, si è dovuto fare carico, direttamente e spendendo dei soldi, della sottovalutazione di una situazione di pericolosità nota e conosciuta ai nostri amministratori a tutti i livelli (comunale, provinciale e regionale).
Naturalmente non si è fatto nulla per aiutare questi nostri concittadini, la cui sola sfortuna è stata quella di avere la casa in alcune strade di Lugo piuttosto che in altre.
Così secondo il volantino della segreteria comunale del Pd di Lugo, diffuso prima della iniziativa del 17 marzo scorso, è tutto molto semplice e per risolvere i problemi del nostro territorio è sufficiente organizzare convegni e rilasciare dichiarazioni di intenti; noi crediamo, invece, che occorra ben altro.
Roberto Drei
Gruppo consiliare “per la Buona Politica”

