Già più di due secoli fa Tolstoj diceva che chi aiuta gli altri è più felice: quest’affermazione scavalca luoghi e tempi, pone domande eterne e ha declinazioni molto gratificanti e immediate. Una di loro si chiama Auser e di lei ci occupiamo oggi, guardando Lugo, in cui, chiusa la mostra del Fungo, si stanno pensando iniziative per dicembre, ma soprattutto si portano avanti tante azioni di solidarietà e ascolto. Innanzitutto un cambio ai vertici. Ilva Fiori, che sta raccogliendo meritati successi come scrittrice in prosa e in versi rigorosamente in dialetto romagnolo, ha appena lasciato la scrivania da referente del circolo a Carla Bergami: un’eredità non da poco, in quanto si tratta di coordinare vari servizi sul territorio molto importanti sia sul piano pratico sia su quello sociale e psicologico.
La gratitudine per l’impegno profuso in tutti questi anni dalla signora cotignolese dai capelli azzurri è veramente immensa, non si è mai risparmiata attivandosi sempre con dinamismo, disponibilità e competenza. Ora certamente i volontari (a proposito, qualcuno si sente di affiancarli, ha conoscenze e competenze da mettere a disposizione dell’Auser? Coraggio, è veramente gratificante, lo garantisco in prima persona) faranno conoscere a fondo alla nuova coordinatrice questa sfaccettata realtà che ha al suo centro i tanti bisogni di una persona fragile e o anziana in una società in cui regnano la giovinezza, la bellezza esteriore, l’autonomia materiale e morale. Tutto il resto viene lasciato ai margini, con fastidio, o malcelato disprezzo.
Augurandole un buon lavoro, e sarà senz’altro buono a tutti i livelli, passiamo rapidamente in rassegna i settori in cui si declinano al momento i servizi offerti da Auser. Sicuramente Carla metterà in campo le sue doti personali e professionali, riconosciute ampiamente da chi la conosce e la stima da anni nella realtà lughese.
L’accompagnamento è stato ed è un valore fondamentale, grazie a tre automezzi, di cui uno attrezzato per il trasporto delle carrozzine, in aiuto a chi si deve recare presso presidi sanitari o ha altre esigenze. C’è poi il Progetto Solitudine, particolarmente utile nelle ondate di calore estivo e durante la pandemia, un momento veramente gradito (lo vive anche chi scrive) che va ben oltre un semplice saluto. Il supporto a luoghi di cultura, bloccato solo nei periodi più duri del covid, sta riprendendo in maniera vigorosa, presso il museo Baracca, Casa Rossini, Pescherie e sala Baracca nella Rocca Estense.
I volontari sono presenti anche all’interno della Casa Protetta Sassoli e seguono anche la Casina dell’acqua, in via Di Giù, dove a prezzi modici viene prelevata acqua fresca, sia gasata sia naturale.
Gli ambiti sono tanti, diversificati, adeguati in itinere a un contesto che recentemente ha vissuto momenti drammatici e non sa come e quando ne uscirà. Le risposte del volontariato devono tenere conto dell’invecchiamento della popolazione, delle solitudini sempre più marcate in un mondo in cui si affacciano nuovi e inaspettati bisogni e il settore pubblico non sempre è in grado di farvi fronte al meglio. Fare rete, ricordarsi dell’altro, tornare al sociale ricostruendo valori e interdipendenze sane, questa è la sfida di chi intende costruire il benessere sociale mettendosi al servizio di chi è in difficoltà. Ne sono convinta, ecco perchè, appena fatta l’ultima firma sul registro elettronico, mi sono interessata a questa tematica: pochi giorni, ed ero …ero una volontaria!!!!
La sede è a Lugo in corso Garibaldi 116, il telefono è 328 4269186,l’indirizzo mail lugo@auserravenna.it

Lucia Baldini

