Per ora la civiltà persiana iniziata con Ciro il Grande circa 2.500 anni fa, almeno per altri 15 giorni manterrà le sue vestigia.
Nelle Americhe, le civiltà pre-colombiane, per le conoscenze che ne abbiamo, erano insediate tra il Messico e il Perù: i popoli che vivevano in quelli che oggi sono gli Stati Uniti avevano conoscenze più limitate (ad esempio, non utilizzavano la scrittura).
Per sicurezza, furono comunque sterminati dagli antenati di coloro che si riconoscevano nei valori patriottici che vanno oggi per la maggiore: bianchi, evangelici, razzisti. Una specie di Maga ante-litteram.
Questo per inquadrare cosa significa “riportare all’età della pietra un’intera civiltà”.
Nella notte italiana tra martedì 7 e mercoledì 8 aprile, un’ora prima dello scadere dell’ultimatum all’Iran, Trump ha annunciato un cessate il fuoco di due settimane. Ha spiegato sul social di sua proprietà di aver raggiunto e superato gli obiettivi militari, e di aver accettato, come base di discussione, la proposta iraniana dei “dieci punti”.
Ma quali erano gli obiettivi della guerra per la Casa Bianca? Il cambio di regime a Teheran, la neutralizzazione verificabile del programma nucleare, il ridimensionamento della capacità militare dell’esercito e il controllo dello Stretto di Hormuz.
Ora gli Stati Uniti accettano di discutere sulla base del piano iraniano che sancisce il fallimento di questi obiettivi.
Viene previsto il controllo iraniano permanente sullo stretto di Hormuz, con facoltà di prescrivere tariffe sulle navi in transito stimate intorno ai due milioni di dollari per nave, il ritiro militare statunitense dalla regione, la fine degli attacchi all’Iran e ai suoi alleati, lo sblocco dei beni iraniani congelati per decine di miliardi di dollari e una risoluzione vincolante del Consiglio di Sicurezza ONU per blindare l’accordo.
Trump ha cominciato la guerra promettendo lo “Stretto di Trump”, e sta uscendo dalla guerra firmando lo “Stretto di Khamenei”.
La guerra che doveva mettere in croce l’economia del regime iraniano ora gli assegna una rendita senza precedenti, finanziata dai consumatori di tutto il mondo, noi compresi.
Almeno quando da vincitori della Seconda guerra mondiale gli Stati Uniti idearono il piano Marshall arrivarono in Europa navi cariche di aiuti: ora i benefici arriveranno a Teheran in cambio del diritto di transitare dallo stretto, che fino al 27 febbraio era accessibile senza vincoli.
Per ora, l’esito della guerra è un’umiliazione strategica che non ha precedenti recenti nella storia americana: Trump ha minacciato uno sterminio e si trova ad accettare uno scenario molto meno favorevole di quello in vigore prima del conflitto.
Il presidente americano esce da questa guerra senza aver raggiunto nessuno dei suoi obiettivi dichiarati, accettando come “base di lavoro” un piano scritto dalla parte che voleva sconfiggere.
Se minacci di distruggere una civiltà, non puoi fare un accordo sulla base delle proposte nemiche.
Ora che Artemis II sta tornando dall’orbita lunare, possiamo prendere a prestito la frase del comandante dell’Apollo 13, in una situazione analoga: “Washington, we have a problem” (Washington, abbiamo un problema).
Tiziano Conti
Immagine Wikipedia Di Lasunncty – Opera propria

