Home pavaglionelugo.net L’ocarina del maestro Carnevali

L’ocarina del maestro Carnevali

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La musica non è finita ma è peggiorata

di GUIDO NERI

Qualcuno dice che il rock è la musica più bella del mondo, ma direi proprio che non è vero!
Facevo due chiacchiere con Gian Michele Carnevali, confrontando chi avevo ascoltato io alla Serenella di Massa Lombarda e chi aveva accompagnato o ascoltato lui in Versilia negli anni ruggenti della musica leggera.
Alla Bussola di Marina di Pietrasanta di Sergio Bernardini fra i 50, i 60 e i 70 passarono proprio tutti: Frank Sinatra, Fabrizio De Andrè, Don Marino Barreto, tre Platters, Ray Charles, Wilson Pickett. Tom Jones, Shirley Bassey, Ornella Vanoni, Renato Carosone, Mina, Peppino di Capri, Bruno Martino e Fred Bongusto, solo per citarne alcuni.
Carnevali prima ha studiato alla scuola Malerbi di Lugo e poi si è diplomato al Conservatorio G.B. Martini di Bologna in clarinetto, si è dedicato alla musica leggera fin da ragazzo, facendo numerose tournèe con Pier Filippi, che appunto lo portò a suonare in Versilia.
Ha poi suonato spesso musica classica e ultimamente con la sua tascabile ocarina di Budrio si diverte a suonare in luoghi insoliti come un museo, in mezzo ad una sala di teatro gremita di gente oppure davanti ad un sacrario
Vive per la musica. Collabora ancora con l’Università per Adulti di Lugo ed è più facile farlo suonare che farlo smettere.
Conserva ancora un buono consumazione con l’autografo di Sergio Bernardini, a cui riconosce il merito di aver lanciato un locale da ballo diventato un mito, ma soprattutto aver rilanciata l’intera Versilia che al traino della Bussola diventò molto alla moda.
La musica di quei tempi non era bella solo perchè eravamo giovani noi, se è vero che ancora oggi si ascoltano quelle canzoni e vengono citate in film e sceneggiati. Quelle sono già diventate classiche

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