40 anni fa proprio oggi, 17 gennaio, fu scoperto il villaggio neolitico di Lugo e gran parte del merito di quella scoperta va al dottor Norino Cani di Fusignano. Fu egli stesso a raccontare come avvenne quella fortunata scoperta nel corso di un’intervista concessa ad un mensile locale. Ecco le sue parole.
«Il 17 gennaio era un giorno molto freddo. Ricordo che era una domenica. Assieme a Giovanni Valentinotti si decise di andare a fare uno dei soliti giri nel luogo ove c’era la discarica comunale per materiali inerti, per vedere se trovavamo qualcosa. Lui si mise a cercare fra le macerie ed io, girando nei dintorni, mi accorsi di uno strato nero lungo le pareti di una cava. […]. Pensai che fosse uno strato antropico e incominciai a borbottare la parola “preistorico”. Per un mese facemmo diversi sopralluoghi finché il 6 febbraio segnalammo la scoperta alla Soprintendenza archeologica dell’Emilia Romagna»
(tratto da Giovanni Baldini, Dieci anni fa la scoperta del villaggio neolitico, Giornale di Massa gennaio 1992, p. 16).
A conferma della versione del dottor Cani, vi è l’introduzione di un ponderoso volume di 669 pagine [21,5×30], del peso di quasi 3 chilogrammi, esattamente 2,9 kg, di Giuliana Steffè-Nicola Degasperi (a cura di), Il villaggio neolitico di Lugo di Romagna Fornace Gattelli Strutture Ambiente Culture, Firenze, Edifir, 2018, pp. 669, € 80. Ivi si legge a p. 17:
«[…]. Nel febbraio 1982 il medico Norino Cani, membro del “Comitato per la tutela e lo studio dei beni storici del Comune di Lugo”, segnalò all’allora Soprintendenza Archeologica dell’Emilia-Romagna che, all’interno delle cave della Fornace Gattelli […] un profondo sbancamento (almeno 15 m) aveva messo in evidenza, circa 4 m al disotto del piano di campagna di età romana e lungo le pareti dell’invaso, uno strato scuro, di spessore variabile tra i 70 e i 100 cm, ricco di resti organici, schegge litiche e frammenti ceramici, attribuiti dal rinvenitore a un generico Bronzo iniziale […]».
Riportiamo, infine, l’abstract del volume, p. 669:
«Il villaggio del Neolitico antico di Lugo di Romagna (RA) si colloca geograficamente tra l’Appennino e la costa adriatica, un’area di cerniera tra il mondo della Cultura di Fiorano e gli aspetti culturali della Ceramica Impressa. Sviluppatosi nella seconda metà del VI millennio a.C., il sito ha restituito importanti e originali dati sugli aspetti topografici di un abitato cinto da un sistema di perimetrazione e dotato di numerose strutture accessorie. Lo scavo integrale di una intera casa distrutta da un incendio ha fornito indicazioni sulle tecniche edilizie e sull’organizzazione degli spazi, gettando nuova luce sulle modalità dell’abitare, sulle dinamiche economiche e su alcuni aspetti della ritualità. Il volume, ricco di approfonditi contributi specialistici, intende presentare alla comunità scientifica l’intero corpus dei dati acquisiti sul campo [fra il 1983 e il 2001 furono fatte 14 campagne di scavo] e nelle successive fasi di analisi e di studio».
Il volume termina con un Indice Supplemento Digitale OpenAccess:
www.iipp.it/le-nostre-pubblicazioni/origines/lugo-di-romagna/
il quale porta l’internauta al sito dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, ubicato presso il Museo Archeologico Nazionale in via della Pergola, 65 – 50121 Firenze.
