Dal rapimento di Aldo Moro agli spettacoli di burattini in ospedale, la vita di Benigno Zaccagnini si snoda tra i palazzi romani e gli ambulatori infantili della Romagna.
In occasione dell’anniversario cinquantesimo anniversario dell’elezione a segretario DC, Rai Cultura ripropone lo speciale “Benigno Zaccagnini. La mitezza della politica”, in onda mercoledì 18 marzo alle 12.00 su Rai Storia (canale 54 del digitale terrestre) per il ciclo “Italiani”.
Benigno Zaccagnini, detto “l’onesto Zac”, è un protagonista della prima Repubblica. Parlamentare per dieci legislature – dall’Assemblea costituente del 1946 alla morte nel 1989 – è segretario della Dc dal 1975 al 1980, durante gli anni delle Brigate rosse e del rapimento dell’amico e maestro Aldo Moro, durante il quale sostiene a malincuore la linea della fermezza.
Non dimentica però mai la Romagna e l’attività di medico pediatra, sua professione prima di entrare nella Resistenza.
Per anni coniuga gli impegni nella capitale con gli spettacoli della “Compagnia dei tre dottori”, partecipando in prima persona alle rappresentazioni coi burattini in ospedali, asili e scuole. Per dedicarsi alla sua terra natale rinuncia perfino a incarichi nelle istituzioni, il caso più famoso è il suo rifiuto a correre per la Presidenza della Repubblica nel 1971, dopo il settennato di Saragat.
Il programma è presente anche su Rai Play.
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Aggiungo una nota personale: incontrai Benigno Zaccagnini, nel mese di giugno del 1978, poche settimane dopo il ritrovamento del corpo di Aldo Moro, assassinato dalle BR.
Un gruppo di amici – per dimostrargli la vicinanza dei suoi concittadini in un momento così drammatico – gli fece un momento di “allegria” al S.Teresa di Ravenna: Zaccagnini, bianco come un lenzuolo, accennò ad un sorriso.
Quel giorno mi resi conto che ci sarebbe stato un “prima” e un “dopo” Aldo Moro.
Tiziano Conti

