Ad Alfonsine
Due settimane fa è stata data la notizia che l’Associazione culturale Lhg si prepara a girare un film intitolato “Lupi sul Senio” per ricordare la X Mas, che operò tra Alfonsine e Fusignano negli ultimi mesi di guerra nel 1945.
Cosa sta facendo l’ANPI di Alfonsine in proposito?
“Per pura curiosità – afferma Claudio Fabbri – presidente della Sezione ANPI di Alfonsine – “mi affaccio sul web a cercare di conoscere meglio le idee, gli autori e gli obiettivi che stanno dietro a quel progetto, poiché ogni giorno siamo invasi da rappresentazioni di controstoria virale, che rischiano di confondere anziché informare i più giovani naviganti della rete.”
Cosa ha scoperto sul web?
“Dietro ad una facciata istituzionale che si dichiara apartitica ed apolitica” – prosegue Fabbri – “ LHG che sta per Living History Group, si dice impegnata solamente ad organizzare rievocazioni storiche in armi, produzioni audiovisive di rilevanza storica, convegni, conferenze e seminari – di cui però non si trova alcuna traccia, dopo un unico promo di film sulla guerra civile realizzato nel 2015 – mentre simboli, riferimenti ideali e nominali illuminano sempre più chiaramente un contesto nostalgico filofascista, impegnato in capziose rappresentazioni che alla lunga finiscono per sovvertire studi e valori.”
E poi?
“Nei magazzini di questi nuovi cineasti” – incalza il Presidente ANPI di Alfonsine – “ci si imbatte subito infatti nell’inno della X Flottiglia MAS, si dichiara che l’opera parlerà delle “imprese del Battaglione Lupo” in Romagna e degli alti ideali di quanti combatterono insieme fino all’ultimo, per l’Onore della Patria tradita, concludendo che la storiografia alleata non ha prestato finora la dovuta attenzione ai soldati della X Mas, dispiaciuta nell’ammettere “di essere usciti, in più occasioni sconfitti nei numerosi scontri avvenuti durante i lunghi mesi di combattimenti, fino all’aprile 1945”.
Cosa intende dire, che le cose non andarono davvero così?
“Decisamente no” – risponde il Presidente dell’ANPI di Alfonsine, città Medaglia D’Argento della Resistenza – “Vale la pena ricordare che in realtà gli uomini del Battaglione Lupo giunsero a Rossetta gli ultimissimi giorni del 1944; vissero alcuni mesi rintanati come topi, in buche scavate tra gli argini fangosi del fiume Senio, con armi e mezzi inadeguati, e con il solo scopo di scoraggiare inglesi e canadesi ad avvicinarsi all’argine sud.
A leggere le loro memorie di quei giorni, pubblicate nel 1973 dalle Edizioni del Senio di Roma, si colgono più che altro la trepidazione per l’attacco imminente, i veleni di una propaganda fanatica che aveva corrotto alcune centinaia di adolescenti e l’isterica ricerca della bella morte fra qualche graduato più maturo.
In concreto cosa fecero i Marò della X Mas ad Alfonsine?
“Rimasero fermi in quelle buche” – risponde Fabbri – “agli ordini dei camerati tedeschi, fino al 1° aprile 1945 che era il giorno di Pasqua. Poi, quando fu chiaro che iniziava il grande attacco degli Alleati, i tedeschi presero il loro posto e li invitarono a ripiegare tutti nel ferrarese, verso un più sicuro nord. Non si hanno notizie di imprese vittoriose (ma qualche canadese ubriaco che di notte aveva superato le linee lo catturarono davvero), se non quella di custodire a lungo gli argini del fiume e la terra di nessuno.
Quindi, in conclusione?
“Sul mantra dell’onore da difendere strenuamente” – conclude Fabbri – “ci spiegheranno poi se questo veniva alimentato dall’appoggio dato al progetto nazista di razzismo politico europeo, dallo sterminio degli ebrei o dalla fucilazione dei giovani ragazzi di leva che non intendevano più combattere per Mussolini. Ora, che settant’anni fa ragazzi cresciuti e sconvolti dalla retorica fascista abbiano visto come possibile la scelta della Repubblica Sociale può essere spiegato in tanti modi; ma che oggi, da quell’esperienza, se ne vogliano trarre dei modelli di eroismo, che non si interrogarono mai sui fini di quella guerra, si chiama filofascismo.

