Saranno esposte le opere più rappresentative sul tema della scomparsa del paesaggio agricolo
Oggi, venerdì 24 gennaio, vigilia del patrono San Paolo, alle 18 sarà inaugurata nella suggestiva cornice dell’ex chiesa del Carmine la mostra “La mia terra, colori e segni della memoria” in ricordo del maestro Giulio Ruffini.
A poco più di due anni dalla scomparsa, un omaggio a un grande artista tra i più rappresentativi del Novecento romagnolo.
Nato a Villanova di Bagnacavallo nel 1921, Ruffini è stato tra gli artisti romagnoli più noti e apprezzati in ambito nazionale. Inizialmente a contatto con il movimento neorealista, nel 1952 ha vinto il Premio Suzzara. Nel 1954 ha allestito la sua prima mostra personale a Bologna e partecipato alla Biennale di Venezia.
La mostra, ideata da Orlando Piraccini e curata assieme a Paolo Trioschi, riprende uno dei cicli tematici più importanti dell’intera opera ruffiniana, incentrato sulla perdita del paesaggio agrario e della civiltà rurale. In visione sono dipinti e disegni dagli anni Sessanta fino al primo scorcio del Duemila, tra i quali anche il celebre dipinto intitolato “La scomparsa della Romagna”, risalente al 1983: vero e proprio grido di dolore dell’artista, di fronte a un paesaggio naturale trasformato in immensa discarica, invasa da macerie e rovine, frammenti e resti simboli dell’estinto mondo contadino.
L’iniziativa è promossa dal Comune di Massa Lombarda nell’ambito della tradizionale festa paesana dedicata a San Paolo, con la collaborazione tecnico-scientifica dell’Istituto regionale per i beni culturali. La mostra, a ingresso gratuito, rimarrà allestita fino al 16 febbraio, e sarà visitabile il venerdì dalle 16 alle 19 e il sabato e la domenica dalle 0 alle 12 e dalle 16 e alle 19.
