Home pavaglionelugo.net Come proteggere il cervello quando si comincia ad avere una certa età

Come proteggere il cervello quando si comincia ad avere una certa età

Ci viene in soccorso il professor Rudolph E. Tanzi, professore di Neurologia alla Harvard Medical School, che ha ideato il programma SHIELD contro il declino cognitivo

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Noi boomer che siamo “diversamente giovani” ci accorgiamo facilmente che il tempo passa e un anno di adesso sono come dieci di quando eravamo “veramente giovani”.

La memoria che comincia a vacillare, le parole che non riusciamo a trovare quando vogliamo esprimere un certo concetto, la fronte che si fa spaziosa o i capelli che virano al bianco.

Ecco allora che ci viene in soccorso il professor Rudolph E. Tanzi, professore di Neurologia alla Harvard Medical School, che ha ideato il programma SHIELD (Sleep, Handle stress, Interact, Exercise, Learn, Diet) contro il declino cognitivo, che sottolinea l’importanza di sonno, gestione dello stress, interazione con gli altri, esercizio fisico, sana alimentazione e apprendimento costante: sei sane abitudini che favoriscono il benessere cognitivo.

Igiene del sonno

Il primo elemento (Sleep), riflette l’importanza di un sonno di qualità per la “pulizia” delle tossine cerebrali. Tanzi afferma che sette – otto ore di sonno sono cruciali per questo processo. E per chi invece dorme magari solo cinque o sei ore, consiglia i sonnellini che ricaricano l’energia (di solito tra i 10 e i 30 minuti).

Gestione dello stress

Il secondo (Handle stress), riguarda la gestione dello stress cronico. Quando si è stressati o preoccupati per il passato o il futuro, si attivano una serie di aree cerebrali in cui si interiorizzano le emozioni. Tecniche come la meditazione, il movimento consapevole e semplici attività piacevoli sono raccomandate per ridurre questo rischio.

Dimensione sociale

Il terzo elemento (Interact), ovvero la dimensione sociale è altrettanto fondamentale: l’isolamento e la solitudine sono correlati a un rischio più elevato di declino cognitivo. Il cervello è un organo sociale, e mantenere relazioni frequenti, in presenza o attraverso mezzi digitali, può fornire stimoli emotivi e cognitivi protettivi.

Attività fisica

Exercise, il quarto elemento, non solo supporta la salute cardiovascolare, ma induce anche il processo biologico di generazione di nuovi neuroni, un fenomeno fondamentale che continua anche nell’adulto in aree specifiche del cervello. L’obiettivo è di fare almeno 150 minuti di esercizio aerobico a settimana, ovvero circa 22 minuti al giorno.

Apprendimento continuo

Il cervello risponde all’apprendimento costante creando nuove connessioni che fungono da “riserva cognitiva”. Il quinto elemento (Learn) incoraggia l’acquisizione di nuove competenze, sia attraverso attività intellettuali formali, sia tramite hobby cognitivamente stimolanti.

Alimentazione sana

Infine il regime alimentare (Diet), in particolare di tipo mediterraneo, ricco di piante, fibre, omega-3 e antiossidanti, sembra ridurre l’infiammazione generale e influenzare positivamente il microbioma intestinale, con potenziali effetti sulle sostanze o strategie che proteggono i neuroni dal danno e dalla degenerazione.

Una la possiamo aggiungere, senza essere professori universitari

“Non abbiate paura”, forse quella più importante per invecchiare bene. Combattiamo le inutili angosce, non facciamoci distrarre dall’imposizione di comportamenti irrealizzabili, teniamo in mano le redini della nostra vita e della nostra libertà.

In fatto di libertà, autocrati del mondo permettendo!

Tiziano Conti

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