Sono 34.271 le imprese giovanili pari all’8,3 per cento del totale. In un anno se ne perdono 1.681 (-4,7 per cento).
La contrazione è determinata dalle ditte individuali (-1.453 unità), è più intensa per le società di persone (-11,1 per cento) mentre aumentano invece le società di capitali (+4,3 per cento). Settori: in caduta le costruzioni (-10,3 per cento) e si riduce la manifattura (-7,2 per cento).
La crisi economica e la restrizione del credito continuano a colpire duramente la base imprenditoriale giovanile. Risulta quindi sempre più difficile essere giovani e imprenditori in Emilia-Romagna: a fine settembre, le imprese attive giovanili sono 34.271, l’8,3 per cento del totale delle aziende regionali. In un anno se ne sono perse 1.681 (-4,7 per cento) dato tanti più allarmante se si considera il calo che è inferiore per la generalità delle altre imprese, diminuite dello 0,9 per cento. In Italia la contrazione delle imprese giovanili (546.511, il 10,6 per cento del totale) è meno ampia (-3,4 per cento), come avviene anche per le altre imprese (-0,3 per cento).
In Emilia-Romagna, dunque, le imprese giovanili continuano a contrarsi più rapidamente in ambito regionale rispetto a quanto avviene a livello nazionale.
Questo emerge dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio di fonte InfoCamere elaborati dal centro studi e ricerche di Unioncamere Emilia-Romagna.
Segno rosso ovunque. La flessione è minore in Trentino-Alto Adige (-0,2 per cento), mentre i cali più rilevanti si sono registrati in Basilicata (-6,4 per cento), nel Molise (-5,7 per cento) e nelle Marche (-5,6 per cento). L’Emilia-Romagna è sedicesima in fondo a questa classifica.
La forma giuridica Il calo è da attribuire in primis alla flessione delle ditte individuali (-1.453 unità, -5,1 per cento), prese tra congiuntura negativa e indisponibilità del credito, ma è molto più intensa per le società di persone (-11,1 per cento, pari a 377 unità). Salgono solo le società di capitale (156 unità, +4,3 per cento). Ne risulta una polarizzazione anche della base imprenditoriale giovanile.
Settori di attività economica La riduzione delle imprese giovanili è determinata soprattutto dal crollo delle costruzioni (-1.047 unità, -10,3 per cento), in continua grande difficoltà. Un notevole contributo viene poi dalle attività manifatturiere (-7,2 per cento, -202 unità), dal commercio (-180 unità, -2,1 per cento) e dalle imprese agricole (-161 unità, -7,3 per cento).
Crescono invece le attività di ristorazione (+55 unità, +1,5 per cento) e quelle dei servizi di informazione e comunicazione (+36 unità, +4,8 per cento).
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Imprese attive giovanili in Emilia-Romagna. 30 settembre
2014 |
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|
Numero
|
Tasso
|
Tasso
di |
|
|
di
imprese |
giovanile
(1) |
variazione
(2) |
|
|
|
|
|
|
Imprese
giovanili |
34.271
|
8,3
|
-4,7
|
|
Forma
giuridica |
|
|
|
|
Società di capitale
|
3.753
|
4,6
|
4,3
|
|
Società di persone
|
3.021
|
3,5
|
-11,1
|
|
Ditte individuali
|
27.008
|
11,3
|
-5,1
|
|
Altre forme societarie
|
489
|
5,1
|
-1,4
|
|
Settore
di attività |
|
|
|
|
Agricoltura, silvicoltura pesca
|
2.046
|
3,4
|
-7,3
|
|
Industria in senso stretto
|
2.645
|
5,6
|
-7,2
|
|
Costruzioni
|
9.154
|
13,0
|
-10,3
|
|
Servizi
|
20.426
|
8,6
|
-1,3
|
|
(1)
Tasso “giovanile”, percentuale delle imprese giovanili sul totale delle attive per forma giuridica o per settore di attività economica. (2) Tasso di variazione percentuale tendenziale (sullo stesso periodo dell’anno precedente).
Elaborazioni
Unioncamere Emilia-Romagna su dati InfoCamere Movimprese. |
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