Fulco Pratesi è scomparso lo scorso sabato 1 marzo a Roma. “Con grandissima tristezza e un pizzico di incredulità – l’annuncio del Wwf – vi comunichiamo che il nostro Fulco ci ha lasciati.”
Con Pratesi è scomparso il padre dell’ambientalismo italiano: lucido e partecipe delle attività di cui è stato sostenitore fino alla fine. “Non ci sono parole sufficienti per raccontare cosa la sua vita ha significato per molti di noi personalmente, per tutto il Wwf e più in generale per l’ambientalismo italiano, che ha letteralmente rivoluzionato – prosegue il breve testo scritto per annunciare la scomparsa -. Ci lascia il compito di difendere tutte le conquiste degli anni passati e di immaginarne di nuove… e lo faremo, insieme”.
Una serata a Lugo
Fulco Pratesi era stato ospite a Lugo del “Caffè Letterario” il 10 marzo 2017 per presentare la sua biografia edita da Castelvecchi “In nome del panda. La mia lunga storia d’amore con la natura”, introdotto da Paolo Galletti, storico esponente ambientalista lughese. Il libro è il resoconto avvincente di innumerevoli battaglie condotte in difesa degli animali in via di estinzione e degli ambienti naturali del nostro Paese, considerato il più ricco di biodiversità a livello europeo. Storie di animali salvati in extremis, come il cervo sardo, di fantastici recuperi come quello del lupo, di insospettabili ritorni, come quello degli avvoltoi, sono state raccontate con dati aggiornati, informazioni inedite e appassionanti aneddoti da chi quelle storie le ha vissute in prima persona.
Foto di gruppo all’Ala d’Oro: Fulco Pratesi ospite del Caffè Letterario
Chi era Fulco Pratesi
Nato nel 1934 a Roma e laureatosi in architettura, Pratesi è stato un uomo eclettico e dalle mille passioni, che hanno spaziato dal giornalismo alla politica e alla pittura. Ma ciò di cui era “intriso” era il concetto di difendere l’ambiente e gli animali, di far “convivere in armonia l’uomo e la natura”, aveva spiegato più volte. Nel 1966, ancora giovanissimo, svestiti i panni del cacciatore – per “merito di una mamma orsa” ricordava sempre -, l’intuizione di fondare l’associazione italiana per il World Wildlife Fund (vecchio acronimo del Wwf), oggi Wwf Italia, di cui ha per altro tenuto la presidenza a più riprese. Oltre a scrivere di temi ecologisti per testate come il Corriere della Sera e ad aver pubblicato numerosi libri, di cui curava personalmente anche le illustrazioni, ha progettato parchi nazionali e riserve naturali, ricoprendo tra l’altro la carica di presidente di quello dell’Abruzzo e collaborando con il Bioparco di Roma.
La presidente Paola Palanza lo ha ricordato così: “Se ne va una figura fondamentale per la tutela della natura. Ha avuto ruolo importantissimo per la sensibilizzazione sulle tematiche ambientali, per la conservazione delle specie animali a rischio di estinzione e per la biodiversità. Raccontava di aver trascorso l’infanzia a disegnare gli animali del Giardino zoologo di Roma: così ebbe inizio il suo amore per gli animali. Ci mancherà”.
In copertina: Fulco Pratesi e Paolo Galletti
